Cronache 24 - Notizie Terni
Notizie Terni

TERNI - Nessuno interviene, non c'è volontà o forse consapevolezza del fatto che la Provincia di Terni stia ormai sprofondando verso l'abisso. A rischio ci sono anche gli stipendi che da dicembre forse non potranno più essere pagati per mancanza di fondi, figuriamoci i soldi per strade, scuole e ambiente.

L'allarme è stato rilanciato stamattina, 21 settembre da sindacati ed rsu in un'assemblea del personale infuocata e che era stata convocata per preparare lo sciopero nazionale indetto dalle Province italiane per il 6 ottobre. “Nonostante gli esiti del referendum del 4 dicembre - hanno detto sindacati ed rsu - la situazione delle Province è sempre più difficile. Sono a rischio servizi e anche stipendi, in alcuni enti provinciali i lavoratori non percepiscono da tempo la retribuzione”. 

“Occorre difendere – è stato poi aggiunto in sala del Consiglio - non solo l’esistenza e la dignità istituzionale del nostro ente ma ancor prima la correttezza, la professionalità, l’abnegazione dei suoi dipendenti ed il loro livello salariale, compromesso da otto anni di mancato rinnovo contrattuale e dai limiti imposti al fondo per la contrattazione decentrata, con la conseguente impossibilità di garantire attraverso di esso il necessario riconoscimento economico delle professionalità dei dipendenti provinciali.

Le Province italiane compresa la nostra – hanno proseguito sindacati ed rsu - si trovano di nuovo in una fase di grande difficoltà, che deriva in primo luogo dalla confusione generatasi dopo il risultato del referendum. Le Province italiane – hanno sottolineato i rappresentanti dei lavoratori - non soltanto sono rimaste in vita ed in Costituzione, nonostante normative già emanate che ne avevano invece decretato la fine, ma continuano ad avere competenza per l’erogazione di importanti servizi a favore delle proprie popolazioni come viabilità, ambiente, edilizia scolastica, polizia provinciale, per la cui gestione si trovano tuttavia a dover fare quotidianamente i conti con risorse finanziarie sempre più limitate e largamente insufficienti”. Nel corso della riunione si è anche discusso del fondo per il salario accessorio, del rinnovo del contratto di lavoro e della situazione dei Centri per l’impiego.

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TERNI - Licenziati, anzi no. La vicenda di TerniEnergia sembra offrire un inaspetatto colpo di teatro. Dopo l'allarme sui licenziamenti e la drastica riduzione della presenza su Terni in favore del trasferimento di sede ed asset a Milano, adesso arriva un messaggio che potrebbe segnare un'inversione di tendenza. Qualcuno lo aveva già ipotizzato tempo fa, poco dopo l'esplosione del caso (a questo punto presunto tale?), ed ora l'evolversi della situazione sembra dare ragione a quell'interpretazione. Meglio così, se così sarà davvero.

I fatti: Secondo quanto riferito da una nota ripresa anche dall'ansa, il presidente di TerniEnergia, Stefano Neri, ha manifestato ai sindacati la volontà di rivedere i termini della procedura di licenziamento collettivo avviata dall'azienda a fine agosto, offrendo disponibilità a cercare soluzioni meno impattanti. Neri lo ha reso noto - riferisce una nota di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Ugl Chimici - nel corso di un incontro che si è svolto in mattinata.

Il presidente, dopo aver informato le tre sigle sull'esito dell'ultimo cda della società che ha portato alla sfiducia e alle dimissioni dell'amministratore delegato, Piero Manzoni, ha quindi richiesto l'aggiornamento del tavolo per avere il tempo di analizzare l'attuale situazione complessiva. Le parti, cogliendo positivamente l'impegno del presidente di TerniEnergia, hanno dato disponibilità a rivedersi il 25 settembre prossimo.

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TERNI - Aiutare le famiglie in difficoltà a pagare la bolletta mettendo loro a disposizione risorse economiche. E’ l’obiettivo del Fondo utenze deboli (Fud) che Auri e Sii hanno finanziato anche quest’anno con 150mila euro. Uno sforzo notevole, continuo nel tempo, e che fino ad oggi, considerando tutte le edizioni, compresa l’attuale, ha portato allo stanziamento di circa 800mila euro. 

“Siamo – dice il presidente Stefano Puliti – tra le pochissime esperienze in Italia di questo genere e per noi questo è una responsabilità prima che un vanto. Coprire il cento per cento delle necessità è difficile – prosegue il presidente - ci vorrebbero infatti maggiori disponibilità, tuttavia Sii e Auri fin qui hanno investito ingenti risorse per cercare di dare una mano concreta al maggior numero di famiglie e di persone possibile, oltre che, da due anni a questa parte, sostenere associazioni ed enti che si occupano di disagio economico e sociale”. 

Il nuovo bando è uscito lunedì 11 settembre e sarà in vigore fino al 30 novembre, pertanto, per gli aventi diritto, è consigliabile non perdere tempo e presentare a breve la domanda di ammissione. Al Fud possono accedere i titolari di utenze domestiche residenti che nel 2016 certifichino le condizioni di disagio sociale ed economico tramite reddito annuo Isee non superiore a 12mila euro. Agli incentivi economici possono avere accesso anche le organizzazioni di volontariato onlus e le associazioni di promozione sociale che gestiscono immobili in cui vengono ospitate, a fini abitativi, persone o nuclei familiari in disagio socio economico.
 
“Siamo soddisfatti – affermano il presidente Puliti e l’amministratore delegato Alessandro Carfì - per essere riusciti a dare continuità temporale a questa esperienza e a confermarla anche quest’anno, grazie al nostro impegno e a quello di Auri e all’importante collaborazione delle associazioni dei consumatori. Il Fud è ormai un’iniziativa strutturale e che si è consolidata nel tempo. Grazie ad esso siamo stati in grado in questi anni di venire incontro a tante famiglie garantendo l’accesso all’acqua ed un equo rapporto fra gestore e cittadini più deboli”. 

Come è strutturato il Fud  - Il Fud prevede, per le utenze domestico-sociali, la copertura del 70% dei costi delle bollette per nuclei con Isee fino a 8mila euro. La copertura del 35% dei costi è prevista invece per Isee da 8.001 a 10.500 euro, mentre per chi ha Isee da 10.501 fino a 12mila euro la copertura sarà del 20%. Le domande ammesse l’anno scorso furono 1.409, due anni fa ne furono accolte invece 1.429 per 4.385 persone coinvolte. 

Come fare la domanda – Tutte le info sono sulla home page del sito internet www.siiato2.it dove si trova lo schema di domanda, il regolamento e l’avviso. Il modello di domanda si può reperire anche al front office Sii e agli sportelli dislocati nei comuni, presso le associazioni dei consumatori (Adoc, Adiconsum, Federconsumatori, CittadinanzaAttiva, Lega dei Consumatori), all’Ati, agli uffici di cittadinanza dei Comuni e nei Comuni stessi, agli uffici protocollo.

I numeri della passata edizione – Nella scorsa edizione del Fud i fondi sono stati così suddivisi: 100mila e 884 euro sono state erogate su Terni a fronte di 701 domande accolte; 25mila e 24 euro nell’amerino (211 domande ammesse) e 24mila e 131 euro nell’orvietano (181 domande approvate)

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TERNI – Adesso le discariche si fanno anche con i vestiti. I carabinieri forestali hanno infatti scoperto un deposito illegale di lenzuola, coperte, biancheria ed indumenti esausti, 10 metri cubi di materiale contenuto all’interno di sacchi di plastica di varie dimensioni e colori. Il ritrovamento è avvenuto a Maratta Alta, alle porte di Terni. I carabinieri hanno poi visto che sugli indumenti c’erabno addirittura i loghi e i nomi di strutture alberghiere, nonché alcune ricevute intestate ad una società che esercita attività di noleggio e lavaggio di biancheria e che ha sede legale a Roma ma una filiale a Terni.

“Gli accertamenti successivi – spiega una nota dell’Arma - hanno evidenziato che la società, con l’avvio della raccolta differenziata, non potendo più conferirli all’interno dei cassonetti, aveva accumulato i rifiuti di natura tessile sul piazzale dell’azienda e, dovendo liberarsene, li aveva consegnati per lo smaltimento, senza accertarsi del possesso delle necessarie autorizzazioni, ad un soggetto di nazionalità marocchina, M.M”. Che infatti si è beccato la denuncia, insieme al rappresentante legale della società di noleggio-lavaggio di biancheria, per smaltimento illecito di rifiuti.

Il marocchino con un furgone aveva provveduto alla rimozione di quanto accumulatosi ma nvece di procedere al conferimento dei rifiuti in un centro autorizzato allo smaltimento ha pensato bene di buttarli in un’area seminascosta della periferia così da risparmiare sui costi. Tra l’altro il marocchino è una vecchia conoscenza dei carabinieri forestali. Era lui infatti che nello scorso giugno era stato denunciato per aver abbandonato nove congelatori in un bosco di Marmore. “La normativa ambientale – ricordano i forestali - prevede per tali ipotesi di reato la pena dell’arresto da tre mesi ad un anno e l’ammenda da 2mila e 600 euro a 26mila”.

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TERNI, 12 SET - Ancora un cambio della guardia al comando provinciale dell'Arma di Terni: il maggiore Dario Allegretti lascia infatti il comando della compagnia carabinieri del capoluogo, esattamente dopo tre anni dall'arrivo in città.
L'ufficiale - che nel periodo della sua permanenza ha avuto modo di coordinare diverse indagini delicate, tra cui quelle degli omicidi Bellini e Hyseni, dei "furbetti del cartellino" di Stroncone e di un presunto falso cieco - è stato chiamato a dirigere il Nucleo radiomobile del comando provinciale di Bari.
Il comandante provinciale Giovanni Capasso, con tutti gli ufficiali ed il personale del comando - spiega una nota - ha salutato calorosamente il maggiore Allegretti con un sentito augurio per il nuovo incarico.
Al suo posto al comando della compagnia carabinieri di Terni è arrivato il capitano Alessio Perloca, proveniente dalla Sicilia, dove ha ricoperto da ultimo l'incarico di comandante della compagnia carabinieri di Randazzo (Caltanissetta).

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