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NARNI – In occasione del corteo storico, stasera (10 maggio) verrà organizzato in via del Campanile un Coc (Centro Operativo Comunale) dove la Prociv, il Comune, la polizia municipale e l’ente Corsa coordineranno i servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione. Il centro rappresenta una sperimentazione in vista dell’approvazione del piano comunale della protezione civile che verrà passato a breve alla ratifica del consiglio comunale.

“Il centro operativo – ha spiegato l’assessore Marco Mercuri – è per così dire una prova 0 del piano che verrà messo in pratica per i grandi eventi della città. Il corteo storico, per il quale si riversano in città migliaia di persone, rappresenta l’occasione più idonea per sperimentare il servizio che oltre alla sicurezza della popolazione, controllerà anche la viabilità, i trasporti pubblici legati all’evento e lo spazio dedicato ai disabili”.

C’è da segnalare per quanto riguarda i trasporti che ci saranno delle navette di collegamento al centro storico sia da Testaccio, che da Narni Scalo che da Santa Lucia. Per quanto concerne invece i servizi dedicati ai disabili saranno disponibili due navette per trasporto (compreso l’accompagnatore) con partenza dal piazzale della stazione di Narni Scalo ed arrivo a piazza Garibaldi. Il servizio continuativo inizierà alle ore 19 e si protrarrà fino alle ore 24. A piazza Garibaldi sarà riservato ai disabili uno spazio tra la fontana e l'ingresso del lacus per poter godere del corteo in comodità e sicurezza.    

SAN GEMINI - È stato anche quest'anno un successo la staffetta organizzata dall’A.S.D. Runners San Gemini all'ex parco Liti nel borgo antico. Le squadre partecipanti, composte da 4 atleti ciascuna, si sfidate su un percorso cittadino della lunghezza di 5 chilometri. La staffetta è una corsa podistica su strada che dal 2010 rappresenta uno dei momenti di unione e di condivisione dello sport più importanti. "Per l’Amministrazione comunale - dice il neo assessore allo sport David de Dantis - tutto ciò non può che rappresentare motivo di orgoglio e soddisfazione e, personalmente, nella veste di assessore, allo sport, ai rapporti con le associazioni sportive, ambiente ed ecologia, alle politiche sociali e sanità, insieme al sindaco e alla giunta comunale, intendo promuovere nuove iniziative che spero saranno di interesse alla comunità del paese, nella speranza di vedervi così numerosi e partecipi anche alle iniziative che saranno attivate con l’ambizione di diventare con il tempo ed in stretta collaborazione con le associazioni presenti, il centro della promozione turistica e paesaggistica della nostra cittadina. Un ringraziamento speciale va all’A.S.D. Runners e al suo presidente Sandro Bartollini, i quali con questa manifestazione invitano ogni anno la cittadinanza, gli sportivi, le famiglie e tutti coloro che intendono lo sport come traino per l’aggregazione, l’amicizia e la solidarietà a partecipare alla staffetta, al sindaco ed ai consiglieri tutti per il sostegno che profondono in queste occasioni, insieme alla polizia locale, al gruppo della protezione civile ed a tutti coloro che mettono a disposizione il loro tempo libero per la realizzazione di idee e progetti interessanti e coinvolgenti per la nostra cittadina e compaesani".

NARNI – Dagli stati generali della Corsa all’Anello ci si aspettava di più. E’ inutile far finta che tutto vada bene e che non sia successo niente o, peggio, che si siano gettate le fatidiche basi per il futuro. No, purtroppo non è andata così. Purtroppo dalla conferenza di Palazzo Eroli non è uscita nessuna novità e ci si è lasciati con le solite certezze, quelle di una manifestazione che funziona per inerzia, che senza i fondi del Comune non andrebbe più avanti e che si culla ancora sugli allori del passato mentre tutto intorno il mondo cambia e si rinnova. Certo, le intenzioni di fare qualcosa di più e di meglio qualcuno ha cercato di farle capire, di metterle sul tavolo, ma la sensazione netta che ha colto l’osservatore al termine dei lavori è che ci sia ancora troppa voglia di conservare, o troppa paura di cambiare, la sostanza varia di impercettibili centesimali, troppi timori a fare di più e a gettarsi nel mare senza timori.

Troppi gli appelli alla prudenza lanciati da più parti: dal segretario generale dell’ente Corsa Capotosti ai priori dei terzieri, da alcuni intellettuali agli uomini di chiesa, con il sindaco, che è anche presidente dell’ente Corsa e in un certo senso il finanziatore quasi unico, che si è sostanzialmente limitato ad un ruolo di equidistanza per non urtare troppo le tante suscettibilità della Corsa all’Anello. Eppure sul tavolo c’era un progetto per l’innovazione della Corsa, basato su una festa spalmata lungo l’arco dell’anno e su una seconda edizione della gara sportiva a settembre. Ma soprattutto c’era sottesa, in quel progetto, l’idea che per fare quel salto di qualità anelato da decenni, c’è bisogno di una concezione nuova della manifestazione, una vocazione diversa, che attraverso una nuova struttura economico-finanziaria, la possa trasformare in un evento capace di attrarre investitori e produrre reddito. Un concetto che non cozza per nulla contro la tradizione del volontariato e la difesa delle radici della Corsa, siano esse legate alla laica passione festaiola o al trasporto religioso. Eppure, all’uscita da quella conferenza, la sensazione che qualcosa non avesse quagliato era veramente forte. Strideva con le aspettative, forse un po’ troppo ottimistiche, che dagli stati generali potessero almeno venir fuori le basi per una manifestazione nuova e più moderna.

Un’occasione persa, insomma, anche nei numeri, quelli dei partecipanti agli stati generali. A Palazzo Eroli non c’erano più di 50 persone, il 90 % delle quali parte integrante di terzieri, ente e Comune, addetti ai lavori insomma. Non c’erano associazioni, enti, privati, intellettuali, portatori di saperi e di esperienze e se c’erano erano in netta minoranza e soprattutto sono rimasti in silenzio. Colpa di un’organizzazione frettolosa? Di poca comunicazione? O ci sono altri motivi dietro l’assenza della città? Per esempio, diventa a questo punto legittimo chiedersi se e quanta gente in più sarebbe potuta venire, se in fin dei conti, la Corsa ha ancora un vero appeal sulla comunità o se invece il feeling non è così forte come sembrerebbe sulla carta. La domanda che ci si pone davanti allora è: ma la Corsa all’Anello muove veramente interessi e passioni o, per rimanere alla stretta attualità dei tempi moderni, siamo di fronte ad un evento virtuale che porta tantissime persone durante la festa di maggio ma che non riesce più a coinvolgere veramente i cittadini di Narni? Quanti, fuori dalle mura del centro storico, amano, si riconoscono, frequentano la Corsa all’Anello anche al di là del periodo dei festeggiamenti?

E, per ultimo, ma non certo per importanza, bisogna mettere sul piatto un fatto che a Palazzo Eroli è balzato agli occhi in maniera clamorosa. Un fatto, lo mettiamo tra virgolette, “politico”. L’ente Corsa non è compatto. Se da un lato infatti alcuni componenti presentano un progetto innovativo, dall’altro altri componenti ne tirano i freni, altri ancora fanno toccata e fuga e qualcuno nemmeno si presenta. Eravamo saliti a Palazzo Eroli con l’idea, legittima, di vedere l’ente schierato tutto dietro al tavolo, compatto e coeso, almeno pubblicamente, ci siamo trovati di fronte ad una realtà del tutto diversa, dove non si capiva bene la distinzione fra posizioni personali e posizioni del governo della festa. Dagli stati generali, enfaticamente definiti, si è passati presto ad una sorta di chiacchiera fra amici dove pure gli interventi dei singoli si ripetevano uno dietro l’altro fino a creare inevitabili frizioni e polemiche sfociate in palesi battibecchi. Il futuro della festa insomma comincia male. Lo diciamo con il dolore che provoca una ferita e lo diciamo con la speranza di dare una sferzata ad un andamento che non ci convince per nulla e che, così proseguendo, non potrà mai produrre nulla di buono. Nulla ci farebbe più felici di essere stati i peggiori profeti di questo mondo.

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