Cronache 24 - Notizie Narni
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ORVIETO- Un cacciatore di 79 anni di Città della Pieve, il cui nome era Franco Manganello, è morto ieri, domenica 15 ottobre, a seguito di un incidente di caccia nei boschi intorno al paese di Parrano. L'uomo, a quanto si è appreso, stava partecipando ad una battuta di caccia al cinghiale e sarebbe stato colpito accidentalmente dal colpo di fucile partito dall'arma dell'amico che era con lui. Sul posto si sono recate subito le forze dell'ordine, il 118, il soccorso alpino e i vigili del fuoco. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire le dinamiche e le cause precise dell'incidente.  

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ORVIETO - Promosso dal Comitato UISP Orvieto – Medio Tevere, dal Comitato Regionale Uisp Umbria e dalla Struttura Nazionale Uisp di Attività Giochi e patrocinato dal Comune di Orvieto, nell’ambito della campagna nazionale “Mettiamoci in Gioco” e “Liberi dal gioco d’azzardo” nei giorni 6,7,8 Ottobre 2017 ad Orvieto si terrà il primo Festival Nazionale del Gioco e delle Tradizioni, con un intenso programma di conferenze, incontri, mostre, ma anche tornei e giochi, laboratori sull’arte, camminate tutte nel centro storico di Orvieto, degustazioni e mercatini faranno da cornice all’evento.

La manifestazione si svolge sotto il patrocinio, inoltre, della Regione Umbria e la collaborazione e partecipazione di: Ali per giocare, Cooperativa Sociale “Il Quadrifoglio”, Spazio Verde Blu, Unitre Orvieto, Prog.Uomo Ludobus ArtInGioco, Associazione “Piccoli Passi”, Ingegneria del Buon Sollazzo, Avis Comunale di Orvieto, DireFareGiocare, Associazione “E. Majorana”, Giona Città in gioco, Clac Orvieto.

Tre giornate per tutte le generazioni da vivere intensamente riscoprendo il divertimento sano ma anche le culture del nostro territorio.

Partner della manifestazione, infatti, è il programma di intervento “Terre d’Orvieto  - Profumi e Sapori in rete” con degustazioni al Palazzo dei Sette.

Un cartello di 12 aziende del territorio: Azienda Agricola Biologica Janas di Eleonora Satta, Fattoria Il Secondo Altopiano, Impresa Basili Danilo, Impresa Rutili Arnaldo, Cantina Cardeto Società Cooperativa Agricola, Casa Vespina (Impresa Scanni Federico), Castello di Montegiove (Tenuta Montegiove), Società Agricola Sartago, Fattoria Mafalda Società Agricola, Società Agricola Casa Parrina di Ferretti e Fortinelli, Cantine Scambia (Impresa Scambia Ruggero), La Goccia di Gilardini & C che hanno partecipato congiuntamente all’intervento 16.4.2.1 del PSR 2014-2020 “Attività promozionali a raggio locale connesse allo sviluppo delle filiere corte e dei mercati locali” ottenendo l’assegnazione dei fondi dell’intervento 16.4.2.1 per l’importo complessivo di € 211.172,78 nel triennio 2017/2019 finalizzati alla valorizzazione dei prodotti locali a chilometro zero, di cui proprio nei giorni scorsi è stato sottoscritto l’accordo di partenariato con il Comune di Orvieto.

Tutto nel segno della tradizione e della cultura il 1^ Festival Nazionale del Gioco e delle Tradizioni che si fa veicolo di conoscenza e promozione di un’altra importante realtà: i profumi e i sapori della tradizione alimentare del territorio Orvietano.

 

Il Festival si apre la mattina di venerdì 6 ottobre alle ore 9:30 (conclusione ha. 12:00) presso la Sala dei Quattrocento del Palazzo del Capitano del Popolo con il convegno intitolato “L’azzardo non è un gioco”, introdotto da Ivano Maiorella, Responsabile Nazionale Comunicazione Uisp. Dopo i saluti dei rappresentanti delle istituzioni: Federica Bartolini – Presidente Uisp Comitato Orvieto Medio Tevere, Stefano Rumori – Presidente Regionale Uisp Umbria, Mauro Rozzi – Responsabile SDA Giochi Uisp Nazionali e Presidente Regionale Uisp Emilia Romagna e del Sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani e di altri rappresentanti delle istituzioni invitate, interverranno: Pierpaolo Baretta, Sottosegretario al Ministero dell’Economia con delega ai giochi; Tiziano Pesce, Vice Presidente Nazionale Uisp; Luca Barberini, Assessore alla Sanità della Regione Umbria; Carla Casciari, esponente dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria; Marco Cristofori, Responsabile Asl Umbria 2 Prevenzione e Salute (CERSAL); Dario De Toffoli, Studio Giochi Venezia; Alessio Crisantemi, Direttore rivista Gioco news e Angela Bravi del Servizio Salute Mentale e Dipendenze della Regione Umbria. Modera Carlo Paris, giornalista RAI.

Sabato 7 ottobre alle ore 17:00 all’atrio del Palazzo dei Sette, si terrà invece la tavola rotonda sul tema “La felicità in gioco – una sfida per gli Amministratori”. Introduce Stefano Rumori. Partecipano: Furio Honsell – Sindaco di Udine, Giuseppe Germani – Sindaco di Orvieto, Francesco De Rebotti – Sindaco di Narni e Presidente di ANCI Umbria, Federico Gori – Sindaco di Montecchio Club ANCI Piccoli Comuni, Alessandra Cannistrà – Assessore ai Beni ed attività culturali del Comune di Orvieto, Paolo Monini – Funzionario del Comune di Udine, Francesca Corrado – Direttrice di Giona, Dario De Toffoli – Studio Giochi Venezia, Giancarlo Baronti – Antropologo, Università di Perugia.

Per tutta la durata della manifestazione, dal 6 all’8 ottobre – mattina e pomeriggio – il Palazzo del Capitano del Popolo, il Palazzo dei Sette, Piazza Duomo, Piazza della Repubblica, Piazza del Popolo e Piazza Viviaria, Palazzo Simoncelli (sede dell’UNITRE Orvieto) ospiteranno Tornei (scacchi, dama, carrom, biliardino, burraco, flipper, tennis tavolo), Giochi di abilità (nala, twister, memory, gruviera,  rimbalzino, delirio, barattoli, damigiana, tubo, noci, chiodi, anelli, going, ferri di cavallo, jenga gigante, costruzioni di legno), Giochi da tavolo (dama, scacchi, burraco, biliardino, tennis tavolo, flipper) e Giochi di movimento (aquiloni, carrioli, modellismo radiocomandato, tiro alla fune, pista biglie, birilli, hula hop, corde, mini tennis, tiro con l’arco, giochi di ruolo e simulazione, giocoleria, braccio di ferro, ruzzola.

Domenica 8 ottobre la camminata del Festival con l’“Ottobrata dell’Avis”, a cura dell’Avis comunale di Orvieto con partenza da Piazza Vivaria alle ore 11:00. All’interno del programma anche i mercatini del Festival, i laboratori sull’arte, sul gioco, sulle danze popolari, la caccia al tesoro, le “stazioni in gioco” e la mostra “Gli indiani d’America”.

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Il Festival è stato presentato alla stampa questa mattina presso la sede comunale dalla  Vice Sindaco e Assessore allo Sport, Cristina Croce, dall’Assessore ai Grandi eventi, Marketing Territoriale e Promozione, Alessandra Cannistrà, dal Presidente regionale UISP Umbria e componente della Direzione nazionale, Stefano Rumori e da Maria Luce Vittori, Presidente Cantine “Cardeto” in rappresentanza dei membri del partenariato.

“Siamo onorati di presentare un festival di livello nazionale ad Orvieto promosso dalla Uisp. Una iniziativa che costituisce un connubio perfetto tra produttori del territorio e Uisp nel segno della tradizione legata al cibo e ai giochi – dichiarato Cristina Croce - la sinergia fra i singoli e i gruppi è l’unica modalità che oggi consente di operare ed affrontare in maniera positiva per tutti le difficoltà legate alla crisi economica del momento. Un lavoro importante, per il quale ringrazio Serena Ubaldini, che porterà frutti nel futuro. Siamo all’’anno zero’ di questa iniziativa che sicuramente favorirà interessanti novità su cui dovremo crescere insieme negli anni. Altrettanto importante in questo lavoro di rete è la partecipazione dei giovani e della scuola. Una manifestazione che si colloca nel contesto di ‘Orvieto Comune Europeo dello Sport 2017’. Momenti particolari del festival saranno quelli dedicati al contrasto al gioco d’azzardo, tema rispetto che il Comune sta seguendo nell’ambito del Tavolo contro le Dipendenze e devianze di cui fanno parte tutti gli operatori della sanità e delle Forze dell’Ordine che ha effettuato un lavoro di rilevazione delle criticità del gioco d’azzardo sul nostro territorio. A tale riguardo sono stati fatti dei progetti ‘peer to peer education’ dove c’è una apprezzabile attività da parte degli studenti. Una lotta esplicitata anche attraverso iniziative convegnisti che come quelle già effettuate e gli appuntamenti programmati nell’ambito del Festival. Per altri atti per contrastare la pratica del gioco d’azzardo come Comune ci muoviamo nell’ambito della normativa nazionale. Il Festival sarà quindi un momento di gioco e di riflessione su certi fenomeni sociali a cui auspico la partecipazione da parte dei cittadini”.

 

“Il Festival nasce per celebrare una cultura e una pratica, quella dei giochi tradizionali, il cui patrimonio (immateriale) è diventato oggetto di tutela da parte dell’Unesco” ha affermato Stefano Rumori  nel sottolineare l’importanza di questo evento ad Orvieto. Ventisette anni fa, proprio a Orvieto, in occasione di un Convegno UISP – ha aggiunto - nacque la ‘Lega Giochi e Sport Tradizionali oggi divenuta Area Giochi Tradizionali’, che rappresenta lo strumento del nostro mondo associativo impegnato nella diffusione, promozione e conservazioni di queste bellissime attività. Con questo ‘Festival’, primo del genere a firma UISP, che abbiamo pensato ad Orvieto location ideale per un evento come questo, che ripropone i giochi di una volta, i giochi di strada, vogliamo dare continuità e ulteriori contenuti a quella feconda intuizione. L’idea è quella di un recupero dei giochi tradizionali intesi come elementi di orientamento cognitivo, socialità, benessere, cultura, storia. Con il vantaggio che, del gioco tradizionale, si possono sostanzialmente replicare le esperienze emozionali e fisiche, i caratteri agonistici e sociali, il piacere della pratica e un modo di conoscere la tradizione e la storia replicandone, in una dimensione minima, le regole e lo svolgimento.

“La Uisp fa parte delle rete nazionale contro il gioco d’azzardo e parlando del gioco abbiamo voluto porre l’accento anche su questo problema – ha proseguito – lo faremo con un convegno, con esponenti del Governo e della Regione, rivolto al mondo della scuola e con una tavola rotonda sulla felicità in gioco ed il compito delle amministrazioni locali. Il convegno sarà l’occasione per approfondire e capire come affrontare in Italia questo problema, a cominciare dal come declinare l’approccio al problema dell’azzardopatia. Ringrazio l’Amministrazione Comunale che ha subito creduto nel progetto.

Consideriamo l’edizione 2017 ‘l’anno zero’ di questo festival nazionale, che vogliamo far crescere come evento legato al gioco nel Centro Italia e questo dipende dal nostro territorio. Pensiamo al festival come ad un riferimento di continuità per il futuro, ad esempio per il prossimo anno intendiamo coinvolgere il Cersal e situazioni di livello europeo ed internazionale. Speriamo anche che il Comune di Orvieto entri a far parte della rete del Comuni denominata Giona. Come Uisp abbiamo investito molto in questo progetto. Ci piace la sinergia con il territorio e i suoi produttori perché la cultura dell’alimentazione corretta, legata alla nostra cultura alimentare, si sposa perfettamente con questa iniziativa. Sono certo che avremo una città veramente in festa per un bel momento di sport e cultura”.

 

“La storia di Uisp è fatta di tanto impegno nel sociale ed insieme abbiamo cominciato a lavorare su una storia nuova per costruire un gruppo di lavoro di produttori che senz’altro era mirato e in funzione al finanziamento da parte del PSR delle produzioni di filiera corta – ha affermato Alessandra Cannistrà – sono imprese che sperimentano una aggregazione coordinata, sistematica per raggiungere insieme degli obiettivi, favorendo il dialogo e la collaborazione fra soggetti fortemente impegnati per far emergere produzioni di qualità. Riconosco che ogni progetto è uno sforzo ulteriore che si chiede agli uffici rispetto all’attività ordinaria quindi vorremmo quanto prima strutturarci per costituire uno ‘sportello comunale’ che possa favorire questa aggregazione nello spirito delle direttive europee. Uisp ci ha dato la possibilità di collaborare. Da poco abbiamo costituito il partenariato pubblico-privato tra il Comune e 12 aziende agricole del territorio, nato per promuovere le eccellenze locali di filiera corta, ma anche per valorizzare un paesaggio produttivo che ancora abbiamo e che ci chiede di essere sempre più tutelato e valorizzato.

“Il partenariato – ha aggiunto - ci consente di far conoscere il paniere ‘Terre di Orvieto’, che punta al recupero della tradizione che esalta il patrimonio orvietano. Tradizione legata fortemente alla sostenibilità ambientale. Il finanziamento relativo alla misura 16.4.2.1 del PSR 2014-2020, è stato ottenuto per la costituzione di una rete di produttori e per un calendario triennale di eventi finalizzato alla valorizzazione dei prodotti di Orvieto, distribuiti su una serie di appuntamenti 2017/2018/2019, alcuni dei quali proposti dall’Amministrazione. L’Istituto di Istruzione Superiore Artistica, Classica e Professionale / Servizi enogastronomia ed ospitalità alberghiera di Orvieto, è un partner immancabile e di questo ringrazio la dirigente e i docenti. E’ importante il contatto diretto tra la scuola e le realtà di queste produzioni. Siamo felici di partire insieme con tanti soggetti e Uisp in particolare in questo nuovo percorso”.

 

“Abbiamo intrapreso questo cammino con molto entusiasmo – ha detto Maria Luce Vittori presidente di Cardeto e rappresentanti dei produttori – perché come evidenzia il titolo del partenariato, esso racchiude l’importanza e le sfide del progetto ed declina un concetto fondamentale che è l’approccio al paesaggio. Questa manifestazione è la ‘posa della prima pietra’ quindi è molto importante è il ruolo dei giovani che dobbiamo istruire ed educare. L’unione fa la forza in ogni campo e soprattutto nel settore delle produzioni agro-alimentari. Gli obiettivi del nostro gruppo che sarà presente all’interno del Palazzo dei Sette con degustazioni di prodotti di filiera corta orvietana, sono tre: produrre prodotti sempre migliori e di eccellenza, incrementare queste eccellenze e farle conoscere all’esterno con l’aiuto di tutte le istituzioni”.

 

Luigi Anniboletti docente presso la sezione Servizi enogastronomia ed ospitalità alberghiera dell’Istituto Professionale di Orvieto ha sottolineato l’importanza di un cambiamento culturale e del ritorno alla tradizione, rinnovando al Comune la disponibilità ad essere partecipi di questi progetti e rivolgendo alle aziende impegnate nell’alternanza scuola lavoro l’invito a partecipare direttamente alle attività della scuola.

 

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TERNI – Cacciavano al cinghiale in modo non consentito operando di fatto in battuta senza avere le autorizzazioni idonee e con modalità vietate. Per questo sei cacciatori di Orvieto sono stati multati dalla polizia provinciale nell’ambito di controlli mirati in una zona impervia del territorio comunale. I sei cacciatori erano tutti registrati come cacciatori singoli e non da battuta ma avevano costituito sul posto una squadra senza averne i requisiti richiesti e senza autorizzazioni e senza predisporre le necessarie tabellazioni.

Gli agenti della polizia provinciale li hanno individuati mentre eseguivano le operazioni di caccia e in base ai loro appostamenti hanno accertato che non si trattava di caccia espletata in forma singola. Per questa ragione sono state elevate contravvenzioni da 100 euro per ciascuno, per un totale di 600 euro. Dal comando provinciale sottolineano che il fenomeno dei comportamenti non conformi in materia di caccia sta aumentando, soprattutto per la carenza di controlli organici e continui dovuta alla riduzione di personale della polizia provinciale che non può quindi più essere presente sul territorio come invece avveniva in passato.

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ORVIETO – L’età contemporanea, con le sue continue trasformazioni, obbliga ogni disciplina e ogni settore della vita umana a ridefinirsi costantemente. Non fa eccezione la salute, uno degli argomenti di maggiore rilevanza, poiché coinvolge direttamente l’esistenza delle persone. Sottoposto ogni giorno a nuove sfide, il dibattito scientifico è chiamato a elaborare spiegazioni, sviluppare tecniche e metodologie innovative, fornire garanzie ai cittadini e alle loro paure.

Rientra in questa cornice di riferimento, il convegno nazionale “Giornata della salute unica e globale” organizzato dal CE.R.S.AL. (Centro di Ricerca per la Salute unica e l’Alimentazione), in programma domani 11 giugno, a Orvieto. Si tratta di un’occasione importante per discutere di salute e delle sue molteplici implicazioni, grazie anche alla partecipazione di personaggi di primo piano del mondo accademico, professionale e istituzionale.

Due i temi principali protagonisti dell’iniziativa: “One health” e “Global health”, su cui verteranno le due sessioni in cui sarà articolato l’evento, quella della mattina, in programma alla Sala consiliare del Comune, e quella pomeridiana, che avrà invece luogo all’aula Magna del Palazzo Negroni. “One” e “global” delineano due approcci ampiamente diffusi e condivisi nel mondo contemporaneo della medicina, che non può rimanere estranea alle dinamiche sociali, ambientali e demografiche.

“One health” indica un’impostazione secondo cui le condizioni e i livelli di salute di persone, animali ed ecosistema sono interconnessi. Di conseguenza, ogni branca specifica non può isolarsi, sviluppando metodologie e ricerche svincolate dagli altri contesti. Al contrario, si profila la necessità che venga elaborato un approccio collaborativo tra tutti i settori che, in qualche modo, influenzano la salute, individuale e collettiva.

Questo spiega anche l’eterogeneità delle figure che prenderanno parte ai vari dibattiti, tra cui Riccardo Casadei, Fabio Lucidi, Umberto Agrimi, Alessia Franco, ognuno specializzato in un ambito definito, spaziando, nel complesso, tra quello veterinario, zooprofilattico o connesso alla promozione della salute umana.

La “global health” adotta, invece, una prospettiva a 360 gradi, con l’obiettivo di difendere la salute di tutte le popolazioni, attraverso uno sguardo che superi i confini nazionali e che aiuti, soprattutto, a prevenire minacce globali. Quest’aspetto, in particolare, sarà al centro dell’incontro realizzato da Riccardo Casadei, ricercatore del CeSPES.

Il convegno vedrà inoltre la partecipazione, tra gli altri, di Marco Ianniello e Barbara De Mei, rispettivamente del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità. L’iniziativa mira, infine, ad approfondire alcuni elementi strettamente connessi agli odierni fenomeni politici, culturali e sociali: le migrazioni, le diseguaglianze, il riemergere di vecchie malattie, i cambiamenti climatici.

Lorenzo Di Anselmo

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ORVIETO - Sono da stamani agli arresti domiciliari cinque giovani, tra i 19 e i 24 anni, residenti tra Orvieto (uno di loro, un 24enne, è moldavo) e Montefiascone (Viterbo), indagati dai carabinieri (insieme a un nigeriano di 37 anni, domiciliato a Perugia, per il quale è stato disposto l'obbligo di dimora) per spaccio di droga a giovani e minori nell'orvietano (nel corso dell'indagine, denominata 'Albornoz', cominciata nel settembre scorso, sono stati una cinquantina i giovani 'clienti' ascoltati dai carabinieri).
Ad eseguire le misure cautelari al termine dell'indagine (gli indagati sono in tutto sette, più quattro minorenni, "un gruppetto ben organizzato di spacciatori", per i carabinieri) dalle prime ore di oggi, ad Orvieto, Viterbo e Perugia, sono stati 40 militari della Compagnia di Orvieto, coadiuvati da quelli delle compagnie di Montefiascone e Perugia, con il supporto di unità antidroga del Nucleo cinofili di Roma. Sono state anche perquisite le abitazioni di 6 indagati, ritenuti - riferiscono i carabinieri di Orvieto - a vario titolo responsabili del reato di cessioni illecite continuate ed aggravate non solo di hashisc e marjuana ma anche di eroina e cocaina.
Durante l'indagine i militari avevano già denunciato cinque persone, sequestrando 200 grammi di hascisc e marjuana, 20 grammi di eroina, 10 grammi di cocaina, numerose bilance elettroniche di precisione e materiale per il taglio e il confezionamento delle dosi.
L'indagine, che ha documentato ed accertato oltre 600 episodi di spaccio (tra i 'clienti' che acquistavano eroina e cocaina, anche dei 13enni), aveva preso il via da una approfondita analisi sulle principali zone di spaccio del comprensorio. I carabinieri ritengono di aver portato alla luce quello che loro stessi definiscono "un diffuso e preoccupante consumo di stupefacenti" soprattutto tra giovani e giovanissimi.
E' emerso inoltre che molti dei ragazzi coinvolti poco alla volta erano passati da semplici assuntori di droghe, anche in gruppo, a spacciatori o in procacciatori di clienti, creando una fitta rete di acquirenti tra i loro coetanei: i profitti venivano reinvestiti nell'acquisto di droga da poter consumare e spacciare, permettendo così di movimentare anche cospicui quantitativi di droga.
E' stato inoltre accertato che lo spaccio avveniva all'uscita dalle scuole e in vari locali di Orvieto. Uno dei luoghi cardine dell'attività di smercio erano proprio i giardini comunali della Fortezza Albornoz, situati nelle immediate vicinanze delle scuole superiori. I militari hanno appurato che i giovani spacciatori per la loro attività usavano anche un linguaggio convenzionale e criptico composto da frasi quali "me serve un aiuto", "mi serve un favore", "ce potemo beccà al volo?".

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