Cronache 24 - Notizie Narni
Notizie Narni

NARNI - E' stato convocato per il 6 settembre a Roma, il tavolo del Mise per la ex Sgl Carbon ora Gosource Ltd della Sangraf. Nella capitale si recheràil sindaco, Francesco de Rebotti insieme ad altri rappresentanti di giunta, la Regione e i sindacati. Sarà il primo appuntamento nel quale istituzioni e proprietari della fabbrica potranno incontrarsi e conoscersi. Ci saranno anche i liquidatori della ormai ex proprietà tedesca che hanno chiuso la trattativa divisa in due parti. Quella di Narni 2, andata a Gosource e quella di Narni 1 che è stata invece acquistata da Boachang investment. A Narni 2, secondo le prime dichiarazioni di Gosource, verrà garantita la continuità produttiva di elettrodi di grafite, a Narni 1 è ancora incerta la destinazione. Le istituzioni, come aveva detto nei giorni scorsi de Rebotti, si aspettano un rilancio sia produttivo che occupazionale, anche perchè a numerosi ex lavoratori Carbon scade la mobilità a dicembre di quest'anno. 

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NARNI  - Ora è ufficiale. Anche il fondo di investimento Ledbury è interessato all'acquisto della ex Sgl Carbon. La conferma arriva dagli emissari del gruppo finanziario che nei giorni scorsi hanno effettuato un sopralluogo allo stabioinebto.  

Anche in questo caso,  così come per i cinesi della Fandga, ad accompagnarli è stato il sindaco Francesco de Rebotti, sotto il coordinamento della Regione Umbria che segue costantemente la trattativa portata avanti dai liquidatori di Carbon. Il sopralluogo è servito per approfondire aspetti soprattutto tecnici così come era avvenuto per i cinesi. Il terzo soggetto interessato è Sangraf. 

 

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NARNI – Il terzo produttore al mondo nel settore è interessato all’acquisto della Sgl Carbon. Gli emissari della Fangda, il colosso cinese in lizza da alcune settimane per rilevare l’azienda dello Scalo, hanno infatti fatto visita agli impianti dello stabilimento narnese visitando tutta l’area e i capannoni e ponendo domande concrete, in particolare sulle procedure Aia e sulle opportunità offerte dagli str7umenti messi a disposizione dall’area di crisi complessa. La delegazione cinese è stata accompagnata dal sindaco Francesco de Rebotti e dopo la visita ha incontrato i rappresentanti della Regione dell’Umbria. Positivo il giudizio del sindaco. “E’ stato un incontro lungo e approfondito – dice de Rebotti - che, come era stato richiesto dal liquidatore, ha toccato tutti i punti concreti che riguardano l’azienda. Il gruppo Fangda – conosce la situazione e sa che ci sono anche altri gruppi interessati a valutare le condizioni di acquisto della Sgl e questo, oltre che un elemento di chiarezza è anche un’opportunità per fare le cose bene e in tempi rapidi”. Oltre a Fangda, c’è ancora in gioco Sangraf e, come terzo soggetto, il fondo di investimento con sede in Germania della Ledbury & Partners.

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NARNI - "La vicenda della ex Sgl carbon è una delle pagine più brutte e tristi della storia narnese, perchè la fabbrica era la storia di Narni". Lo dice il candidato a sindaco di Tpn - Lega Gianni Daniele. Ecco il comunicato: "Un')intera comunità nata intorno ad essa, basta vedere lo sviluppo di Narni Scalo, un paese sorto intorno ad essa. Il modo vergognoso, con delle tinte ancora oggi assolutamente indecifrabili e inspiegabili, in cui si è voluto gestire tutta la vicenda, ha segnato il destino di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie. Una Amministrazione che per mesi è andata avanti ciecamente e da sola, senza ascoltare e consultare le forze sociali, le maestranze, nonostante le continue ed incessanti pressioni da parte di tutti, affinchè si aprisse un tavolo di trattativa che vedesse coinvolti tutti gli attori protagonisti, e che invece ha portato solo all'epilogo che ormai drammaticamente è sotto gli occhi di tutti. Ancora ad oggi siamo in attesa del Piano Industriale presentato dalla Morex che ha consentito a quest'ultima di acquisire la Fabbrica. Quali garanzie hanno delineato le scelte, facendo in modo che si mettessero sempre in primo piano le esigenze, di quello che tutti avevano capito essere un improbabile quanto impresentabile imprenditore, meno che l'amministrazione comunale. Perchè si è voluti andare avanti ciecamente non ascoltando le continue rimostranze, non solo da parte sindacale, ma anche dei lavoratori, i quali sin dal primo giorno si erano resi conto che quanto presentato nella triste festa di inaugurazione della Elettrocarbonium, con tanto di patetico suono di una improbabile sirena, non era assolutamente un progetto credibile e tanto meno realizzabile, visto la mancanza totale di progettualità imprenditoriale, come pure le coperture finanziare atte a garatirla. Le nostre sono delle domande di una onestà intellettuale innegabile, che non vogliono assolutamente fare propaganza elettorale sulla pelle dei cittadini, ma che vogliono riportare all'attenzione di tutti quelle che sono delle innegabili ed incontestabili responsabilità, e soprattutto a chi vadano ascritte. Riteniamo che il Sindaco e tutta la amministrazione comunale debbano spiegare non tanto a noi, ma in primis ai lavoratori e alle loro famiglie e non da ultimo a tutta la collettività, cosa è successo con la Morex, perchè si è voluto gestire tutta la vicenda da protagonisti, senza averne evidentemente ne le capacità e tantomeno la visione di insieme per poterlo fare. A distanza di 3 anni dall'epilogo ancora ad oggi non si riesce a capire cosa stia accadendo, ogni giorno si parla di continue manifestazioni di interesse su questo sito, ma non si vuol dire quale sia davvero ,lo stato dell'arte. Noi diciamo in modo netto e chiaro, sia alla multinazionale che al liquidatore, che per quanto ci riguarda i tempi pretendono delle risposte che non siano più delle vane promesse, visto che siamo a gli sgoccioli dei benefici di legge che stanno accompagnando i lavoratori e che si vedrebbero a distanza di poco tempo, azzerare qualsiasi forma di sostentamento. Non pensi il liquidatore che questo temporeggiare possa durare in eterno, pretendiamo dei progetti seri, credibili, ma soprattutto realizzabili, non sogni nel cassetto che possano servire a procastinare in modo infinito tutta la partita della bonifica. Per quanto ci riguarda se non avremmo la certezza di un futuro certo sia per i lavoratori che per tutta la comunità narnese, non ci accontenteremo di certo di una bonifica in "continuità produttiva", ma chiederemo con forza un cambio di destinazione d'uso dell'intera area e non solo di "Narni1", come invece sembra interessare alla multinazionale. Occorrerà restituire a Narni e a tutti i narnesi la dignità calpestata con le politiche meramente speculative di una multinazionale del tutto insensibile di cosa rappresenti e abbia rappresentato per tutti quella fabbrica. Chiediamo al Sindaco e a tutta la giunta di farsi da parte visto i drammatici risultati ottenuti quando hanno agito in solitudine al di la di ogni ragionevole spiegazione, ma soprattutto perchè i fatti hanno palesato di non esserne assolutamente in grado di farlo".

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NARNI (redazione) – Sono giorni difficilissimi e pieni di incertezza per le sorti degli impianti sportivi della Sgl Carbon. Come noto il liquidatore Marco Petrucci ha chiesto la restituzione delle strutture all’associazione Narnia 2014 che li aveva presi in gestione da poco cercando di proseguire e non interrompere nessuna delle attività sportive in essere. Adesso però la questione diventa anche politica. C’è infatti sul tavolo del sindaco Francesco de Rebotti una proposta destinata a far discutere. Sinistra per Narni chiede infatti con forza che l’amministrazione si prenda a titolo gratuito lo stadio San Paolo di Narni Scalo e tutti gli impianti sportivi correlati, ossia i campi di calcetto e quello di calciotto.

“Quelli – dice Filippo Beco portavoce di Spn – sono stati costruiti con le fatiche dei nostri padri. Il San Paolo non può essere venduto come una cosa qualsiasi, magari a qualche supermercato che lo abbatta per farci nuovi parcheggi”. Sinistra per Narni è decisa ad andare fino in fondo. “Sgl Carbon non può trattare questo stadio come se fosse una normale cosa privata perché lo sport è patrimonio della città e il Comune deve prendere lo stadio a costo zero”.

Beco insiste e puntualizza: “Non cominciamo con la storia dei costi di gestione, come sembra voler fare qualcuno all’interno dell’amministrazione, e non usiamoli come pretesto per non fare nulla. La questione è molto più ampia e seria, ne va dello sport e di oltre 300 ragazzi che in tutta Narni praticano attività sportive, l’amministrazione deve guardare al bene pubblico e fare di tutto per garantirlo”.

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