Cronache 24 - Notizie Narni
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NARNI – All’insediamento del nuovo Consiglio comunale ci sarà, probabilmente andrà avanti ancora per qualche mese ma poi ufficializzera’ ciò che ha già deciso e annunciato. Gianni Daniele lascerà la politica, si dimettera’ da consigliere comunale e lascerà il posto alla prima dei non eletti, quella Cecilia Cari, ex presidente di Narninsieme , che aveva lasciato l’incarico di guida dei commercianti di Narni Scalo proprio per puntare a Palazzo del Podestà.

Lo stesso Daniele conferma la sua scelta che è anche il tramonto di un’idea, di un progetto e di un obiettivo di Tpn: quello di conquistare la poltrona di sindaco. “Il motivo – dice – è il risultato elettorale che ha comunque bocciato la mia candidatura a sindaco, improponibile tra cinque anni considerato anche la mia non più giovane età”. Brucia, a sentire le parole di Daniele, il risultato dei Cinquestelle.

Se si fa un conto spicciolo si vede che i voti presi da Tramini si avvicinano molto, in termini numerici (un migliaio ), a quelli persi da Tpn e dal suo candidato a sindaco. Forse è per questo che Daniele si lascia andare a questa considerazione: “Ma il movimento civico andrà avanti come alternativa al bipolarismo partitico , M5s permettendo, perché a Narni non sembrano all'altezza”.

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NARNI “Nonostante il grande lavoro fatto in questi cinque anni non siamo riusciti a far passare le proposte, i nostri progetti, la nostra idea diversa di governo della città”. Gianni Daniele è deluso dal risultato elettorale. Fra lui e Tpn lo schieramento ha perso oltre mille preferenze e Daniele lo spiega così: “Una parte dei voti che ci sono mancati sono andati al centrodestra e un parte ai Cinquestelle. Perché non abbiamo fatto un accorpamento unico con il centrodestra? - spiega Daniele - perché il nostro obbiettivo era quello di ottenere i consensi dell’elettorato di centrosinistra. Avremmo auspicato un accordo con Sinistra per Narni ma Luciano Novelli ha preferito andare avanti da solo. Abbiamo ottenuto l’attenzione di una lista civica sostenuta dalla Lega che non aveva trovato nessuna convergenza progettuale con Eleonora Pace.

La Lega ha accettato in tutto e per tutto il nostro programma e la scelta del candidato a sindaco, su questa base è nato l’accordo, un accordo interpretato male da molti forse. Sta nello scarso risultato ottenuto dai Cinquestelle, ben al di sotto delle attese, la prima ragione che ha permesso a de Rebotti di superare il 50 per cento. Ha comunque vinto legittimamente e gli spetta di continuare ad interessarsi del destino del nostro territorio. Speriamo   che lo faccia meglio di come lo ha fatto finora , a cominciare da un’oculata scelta dei collaboratori e da una difesa efficace delle ricchezze rimaste a Narni”.

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NARNI - “L’unica vera alternativa al centrosinistra siamo noi”. Eleonora Pace non ha dubbi e forte del risultato ottenuto (“che – stigmatizza – ci riempie di orgoglio”) si leva qualche sassolino dalle scarpe contro Cinquestelle, Tpn e loro alleati. “Il centrosinistra alla guida della città – dichiara - vince con il suo minimo storico mostrando un’emorragia di voti considerevole soprattutto nelle aree popolari e salvandosi in extremis solo grazie ad una miglior capacità di esercizio del potere ed alla pessima performance del Movimento 5 Stelle.

Resta l’amarezza nel constatare come il nostro appello per la creazione di quella “coalizione del cambiamento” da noi tante volte invocata, potesse essere la chiave giusta in grado di provocare quella suggestione utile a strappare con maggior credibilità i voti necessari e costringere il centrosinistra al turno di ballottaggio. L’egocentrismo di qualche civico trasformatosi in politico – attacca la Pace - e la miopia di forze politiche mascherate da civiche che hanno indossato il “burqua” nascondendo simboli ed identità, ha impedito che si creasse quella suggestione attrattiva tipica delle grandi coalizioni capaci di intercettare consensi indipendentemente dalle somme algebriche di ognuno”. La Pace ricorda poi che Forza Italia-Fratelli d’Italia ha portato in Consiglio il maggior numero di eletti fra le opposizioni. “Tra astensionismo e rassegnazione – osserva - ha prevalso quel profilo basso del futuro di Narni che noi avevamo indicato come il giogo dal quale la città doveva liberarsi”.

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NARNI - Il Pd replica ancora a Tpn sul caso Minniti. La segreteria del Partito democratico in un comunicato risponde a Sandro Amici: "Avevamo ragione noi, scrive ancora il numero tre di TPN in cerca di voti che non si trovano. Avevamo ragione su Minniti! Oltre che da noi, gli sprechi per la sicurezza del ministro sono stati segnalati dalla Corte dei Conti, ah no no!, dalla Cassazione, no no neppure da quella, allora è stato forse il famigerato TAR oppure il Consiglio di Stato o un magistrato qualsiasi, no! ah ecco ecco! a confermarlo, degli sprechi, è stata una sigla sindacale di destra che ogni giorno si scaglia contro il ministro su qualsiasi, FLP, si chiama. Per tutti i tamburi di Darkwood!, citando un fumetto caro a Narni, è come dire: avevamo ragione noi, la Juve non è da Champion league l'ha affermato anche il coordinamento dei club dell'Inter. Cari cittadini narnesi, scusateci se il ministro Minniti è l'ultimo dei vostri pensieri, anche il nostro, tutti noi siamo infatti concentrati su Narni, eccetto evidentemente Tutti per Narni che, a discapito del proprio nome, continua a pensare a Minniti. Non è che sotto sotto, Salvini ha promesso a Daniele o ad Amici un posto da ministro dell'interno nel prossimo governo a guida leghista? Si vedrà".

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NARNI - Per il Partito democratico non c'è nessun caso Minniti. In un comunicato infatti la segreteria narnese del partito rigetta le accuse di Tutti per Narni che rib attezza, non senza una punta di veleno, Tutti per Niente. Ecco la nota: "Non se la prendano, davvero, non c'è nulla di personale, ma siamo costretti ancora una volta nostro malgrado a rispondere, e solo perché chiamati in causa, rammaricandoci per l'analfabetismo istituzionale, politico e amministrativo mostrato dalla lista guidata dal trio Daniele, Salvini e Amici.

Non avendo un'idea per Narni, non avendo la capacità di criticare nel merito le nostre proposte e azioni di governo perché per farlo bisognerebbe avere progetti seri e alternative concrete, ogni giorno tentano goffamente di portare la campagna elettorale sul piano della vuota polemica: è un atteggiamento tipico di chi, consapevole di non "prendere palla", passa sistematicamente alle provocazioni, alle simulazioni, alle perdite di tempo. Ma questa non è una banale partita di calcio, qui è in ballo il bene della nostra città.

Non c'è un caso Minniti. Un ministro, di qualsiasi parte politica, ha il diritto e anche il dovere come esponente politico di partecipare a un'iniziativa del proprio partito, lo sanno tutti, è normale, accade in tutte le democrazie del mondo. La democrazia, così si chiama! Per le misure di sicurezza, ovviamente, a chi ha avesse dato fastidio vedere tanta polizia e carabinieri, si rivolga alla Prefettura di Terni e suggerisca loro come si protegge un ministro dell'interno, magari in questo sono più preparati che a elaborare proposte di governo per Narni. Tutto Per Niente insomma".

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