Cronache 24 - Notizie Narni
Notizie Narni

NARNI - Tutti per Narni torna sulla vicenda dell'assessore Bernardini e in un comunicato sostiene che "è stato stravolto l’articolo 3 del regolamento comunale che scadenza in maniera chiara , precisa e puntuale le procedure del primo consiglio comunale riguardo la nomina dei consiglieri eletti che recita “Nella prima seduta​ ,convocata e da tenersi ai sensi dell’art.41 del testo unico, ​il Consiglio comunale procede secondo il seguente ordine dei lavori: Convalida degli eletti, elezione del Presidente dell’assemblea e dei due Vice Presidenti, comunicazione dei componenti della Giunta comunale, eventuali surroghe, elezione tra i propri componenti della Commissione elettorale comunale.

Può essere - dice Tpn - motivo, a nostro parere di annullamento degli atti deliberativi da parte degli organi competenti. Faremo in tal senso una segnalazione al Prefetto". Nel comunicato la minoranza prosegue affermando che "’ assessore Bernardini , come da sue dichiarazioni e da comunicazione ufficiale del segretario comunale Chieruzzi aveva al momento della sua elezione a consigliere un debito di 8883,51 Euro per imu e tasse scolastiche inevase degli anni 2009-2013,iscritti in ruolo saldato quando era in procinto di diventare assessore il 20 giugno.

Non è un bel biglietto da visita , specie per chi ha già in passato avuto ruoli istituzionali e la delega alla best practice ci sembra di cattivo gusto. Conseguentemente abbiamo suggerito e ci saremo aspettati un atto di responsabilità, ribadiamo la seguente soluzione: rinunci o meglio ancora rimetta, ogni mese, il gettone da assessore, a bella posta su facebook, al pagamento del servizio mensa per le famiglie bisognose".  

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NARNI -   Alessandro Amici di Tutti per Narni chiede la sostituzione dell’attuale rete idrica con tubature nuove. “Quelle attuali – sostiene in un ordine del giorno presentato in Consiglio – sono vecchie di 50 anni e non garantiscono dalla dispersione idrica ed anche qui, come in altri ambiti della vita amministrativa, si va avanti giorno per giorno e si fanno ricadere le inefficienze sulla fatalità ed ineluttabilità dello stato delle cose”.

Amici chiede anche che lo sportello Sii del centro storico (in cogestione, per la verità con Asm, ndr) venga aperto in più giorni rispetto a quanto avviene ora. “Almeno tre volte a settimana – propone - con orari di mezza giornata interi e non frazioni di ore come adesso e   con una apertura pomeridiana. Chiedo – dice infine - che alla discussione in Consiglio partecipino amministratori o tecnici del Sii e il nostro rappresentante in seno al consiglio di amministrazione". Narni però non ne ha più nessuno.

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NARNI - Finirà molto probabilmente davanti al giudice il caso dell'assessore Silvia Bernardini attaccata duramente da Gianni Daniele di Tutti per Narni secondo il quale la giovane ex sindaco di Ussita, ora nella squadra di de Rebotti non avrebbe avuto il diritto di sedere nella giunta per pregressi debiti con il Comune. La questione, Daniele, l'aveva sollevata in un comunicato nel quale affermava che "l'assessore Bernardini, al momento della sua elezione a consigliere nella lista de Rebotti aveva un debito tributario, vecchio di anni, già iscritto a ruolo di oltre ottomila euro per Imu e tasse scolastiche pregresse non pagate, debito estinto solo il 20 di giugno allorché già eletta, ma non ancora proclamata consigliere, si apprestava a ricevere l'incarico da assessore. Una vicenda questa che, a nostro avviso, mostra una evidente "inopportunità" politica in merito alla nomina ad assessore della Bernardini”.

Sempre secondo Daniele nella prima seduta consiliare ci sarebbe stato uno stravolgimento dei punti all'ordine del giorno indicati nell'art.3 del regolamento del Consiglio comunale. "Quell'articolo - sostiene - impone prima la certificazione di eleggibilità dei candidati eletti consiglieri e successivamente la nomina tra questi degli assessori. Infatti si era precedentemente proceduto alla nomina degli assessori che erano risultati eletti, senza che il Consiglio comunale ne abbia votato la eleggibilità come consiglieri. 

La replica della Bernardini - Pronta la replica dell'assessore che, sentita offesa, ha preannunciato possibili passi giudiziari. “Ho sanato la mia posizione debitoria nei confronti del Comune rimuovendo ogni condizione ostativa alla mia convalida, prima ancora di venire nominata assessore e prima ancora che si insediasse il Consiglio comunale”, dice anche lei in un comunicato. “Ho deciso, come era giusto fare – spiega - di sanare interamente la mia situazione con un notevole sforzo economico per poter lavorare serenamente senza alcuna ombra. Per l’esattezza, il 20 giugno ho risolto ogni possibile e potenziale pendenza e tanto basta a chiudere proceduralmente la mia presunta questione di incompatibilità. 

La mia nomina ad assessore – ricorda la Bernardini - è avvenuta il 27 giugno dopo l’attento esame da parte delle strutture comunali di eventuali cause di incompatibilità che potessero inficiare la nomina stessa, e non l’elezione. Nessun escamotage, anzi si è trattato di un atto di assunzione di responsabilità da parte mia, come era giusto fare. Resto sorpresa e dispiaciuta dalla passione con cui vengono esternate queste gratuite offese, considerando che alcune figure, con situazioni di grave incompatibilità alla carica di consigliere comunale, possono essere facilmente individuate, ancorché non elette, nella stessa parte dell’attuale minoranza che si è fatta promotrice di questa fantasiosa iniziativa.

 qualcuno piace giocare con il fango, a me no – prosegue l’assessore - è facile giocare sulle parole confidando nella inesperienza normativa di chi legge. Apprendo dalla cronaca che sarebbe stata posta in discussione la mia condizione di eleggibilità per ricoprire la carica di assessore. A ciò, secondo quanto riportato, conseguirebbe, addirittura, la irregolare costituzione del Consiglio comunale e delle nomine degli assessori, assegnate dal sindaco de Rebotti e comunicate nel corso della seduta del 29 giugno. Queste sono chiacchiere da cortile, perché mi rifiuto di chiamare dibattito politico un intervento caratterizzato da un analfabetismo normativo che ti aspetti solo da chi non è un habitué delle competizioni elettorali. Sono solo accuse gratuite per cercare di screditarmi e colpirmi a livello personale, non avendo validi argomenti per portare avanti un dibattito politico. Chiacchiere che – conclude l’assessore - saranno valutate nelle sedi opportune”.  

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NARNI – All’insediamento del nuovo Consiglio comunale ci sarà, probabilmente andrà avanti ancora per qualche mese ma poi ufficializzera’ ciò che ha già deciso e annunciato. Gianni Daniele lascerà la politica, si dimettera’ da consigliere comunale e lascerà il posto alla prima dei non eletti, quella Cecilia Cari, ex presidente di Narninsieme , che aveva lasciato l’incarico di guida dei commercianti di Narni Scalo proprio per puntare a Palazzo del Podestà.

Lo stesso Daniele conferma la sua scelta che è anche il tramonto di un’idea, di un progetto e di un obiettivo di Tpn: quello di conquistare la poltrona di sindaco. “Il motivo – dice – è il risultato elettorale che ha comunque bocciato la mia candidatura a sindaco, improponibile tra cinque anni considerato anche la mia non più giovane età”. Brucia, a sentire le parole di Daniele, il risultato dei Cinquestelle.

Se si fa un conto spicciolo si vede che i voti presi da Tramini si avvicinano molto, in termini numerici (un migliaio ), a quelli persi da Tpn e dal suo candidato a sindaco. Forse è per questo che Daniele si lascia andare a questa considerazione: “Ma il movimento civico andrà avanti come alternativa al bipolarismo partitico , M5s permettendo, perché a Narni non sembrano all'altezza”.

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NARNI “Nonostante il grande lavoro fatto in questi cinque anni non siamo riusciti a far passare le proposte, i nostri progetti, la nostra idea diversa di governo della città”. Gianni Daniele è deluso dal risultato elettorale. Fra lui e Tpn lo schieramento ha perso oltre mille preferenze e Daniele lo spiega così: “Una parte dei voti che ci sono mancati sono andati al centrodestra e un parte ai Cinquestelle. Perché non abbiamo fatto un accorpamento unico con il centrodestra? - spiega Daniele - perché il nostro obbiettivo era quello di ottenere i consensi dell’elettorato di centrosinistra. Avremmo auspicato un accordo con Sinistra per Narni ma Luciano Novelli ha preferito andare avanti da solo. Abbiamo ottenuto l’attenzione di una lista civica sostenuta dalla Lega che non aveva trovato nessuna convergenza progettuale con Eleonora Pace.

La Lega ha accettato in tutto e per tutto il nostro programma e la scelta del candidato a sindaco, su questa base è nato l’accordo, un accordo interpretato male da molti forse. Sta nello scarso risultato ottenuto dai Cinquestelle, ben al di sotto delle attese, la prima ragione che ha permesso a de Rebotti di superare il 50 per cento. Ha comunque vinto legittimamente e gli spetta di continuare ad interessarsi del destino del nostro territorio. Speriamo   che lo faccia meglio di come lo ha fatto finora , a cominciare da un’oculata scelta dei collaboratori e da una difesa efficace delle ricchezze rimaste a Narni”.

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