Cronache 24 - Notizie Narni
Notizie Narni

NARNI – Mettere in sicurezza velocemente Strada dei Confini. A chiederlo è il Consiglio comunale che ha approvato una mozione del gruppo Cinquestelle sulla grave situazione di rischio che si corre in quella zona, spesso teatro di incidenti, il più delle volte purtroppo gravi. Nella mozione grillina si chiede anche il coinvolgimento diretto dei cittadini. “Abbiamo richiesto – spiega il gruppo M5S in una nota di commento all’approvazione - la presenza, nella commissione competente, dei cittadini che vogliano assistere e partecipare ai lavori. Su loro impulso e su loro richiesta di aiuto si è mossa questa iniziativa. Noi – conclude il movimento - saremo vigili e attenti riguardo l’impegno preso dalla giunta, non molleremo di un passo né a Narni né a Terni fino a che non si risolverà realmente questa pericolosissima situazione”. Anche al Consiglio comunale di Terni il M5S aveva presentato la medesima iniziativa visto che la strada è proprio al confine fra i due comuni.

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NARNI – Dopo l’incontro svoltosi lo scorso 14 settembre tra il MISE e la nuova proprietà dell’ormai ex Sgl, il Movimento 5 Stelle ha diffuso una nota per esprimere il proprio parere sulla vicenda e sul futuro dell’azienda. “Dubbi, tanti dubbi, zone d’ombra, tante parole pochi fatti”, esordiscono i cinquestelle, sottolineando come non possano essere soddisfatti dell’esito dell’incontro.

A spaventare di più i pentastellati è innanzitutto il destino, al momento incerto, dei lavoratori. “La tutela dei lavoratori e il loro totale reintegro devono essere inseriti negli accordi che si stanno svolgendo al MISE insieme alla diffusione del piano industriale”, ha sottolineato il M5S. Dal piano industriale e dal futuro degli operai, secondo i grillini, è infatti necessario ripartire per fornire una “prima impressione sulle reali intenzioni dei nuovi acquirenti e sui reali sviluppi futuri dell’azienda”.

In ballo, secondo il M5S, non vi è solo il lavoro di molte persone, ma anche il futuro di tutto il territorio, che necessita di prospettive e garanzie. Le sorti dell’azienda non sono infatti chiare, soprattutto quelle di Narni1 che, come spiega il M5S, sarebbe acquisita da Boachang Investement, una LTD di investimenti cinese. “La nostra paura – si legge nella nota dei pentastellati narnesi – è che questa società cinese declassi l’Sgl in un semplice centro di finitura e non ridia allo stabilimento il giusto slancio”. Scenario ovviamente ancora ipotetico, che però i cinquestelle sembrano voler evitare a tutti i costi.

Vi è ancora un altro fattore ad alimentare l’interesse grillino sulla vicenda: l’ambiente. Dopo gli interventi primari per fare luce sul futuro dei lavoratori dell’ex Sgl, secondo i cinquestelle sono infatti necessarie “misure ferree per le bonifiche e la tutela ambientale”. Il percorso, comunque, è ancora lungo, ma, conclude il M5S, “i lavoratori e tutta la città hanno bisogno di certezze, non di ulteriori promesse e false speranze”.

Lorenzo Di Anselmo

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NARNI – “Siamo fuori dal Comune perché evidentemente è qui che ci vogliono”. Così Luca Tramini, candidato sindaco e consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, ha esordito nella conferenza stampa che ha voluto convocare giovedì mattina, 31 agosto, in Piazza dei Priori, luogo appunto simbolico, per far chiarezza su una vicenda alquanto complessa. Ciò che Tramini e il M5S lamentano è il fatto che sarebbe stato loro impedito dalla giunta comunale l’accesso diretto al protocollo informatico di gestione dei documenti.

Andiamo con ordine. Lo scorso 5 giugno, secondo quanto raccontato da Tramini, il gruppo consiliare del Movimento ha richiesto agli organi preposti di ricevere un proprio account per poter avere accesso diretto alla documentazione, senza farne richiesta di volta in volta. Si tratta, ha spiegato Tramini, di una prassi ormai diffusa in molti Comuni italiani, tra cui Terni, e consolidata anche dalla recente giurisprudenza.

Inizialmente, le procedure tecniche sembravano concludersi positivamente secondo la richiesta. Tuttavia, al momento dello sblocco delle varie aree, cioè dell’effettiva autorizzazione per accedere a questo protocollo, il M5S si sarebbe reso conto di non poter procedere. Sempre secondo il capogruppo grillino sarebbero passati diversi giorni in attesa di spiegazioni, accompagnati da ripetute sollecitazioni, finché Tramini e i suoi hanno cercato di capirne di più.

Tra la richiesta iniziale e la risposta definitiva, stando a quanto raccontato da Tramini, sarebbe intervenuta una modifica del manuale di documentazione informatica, approvata da una delibera della giunta comunale datata inizio agosto. Tale modifica avrebbe introdotto una nuova versione dell’art. 48, che contrariamente a quanto previsto prima, reciterebbe così: “L’accesso al sistema informatico di gestione dei documenti da parte di utenti esterni non è consentito”.

“E’ un esempio di ostruzionismo e assenza di trasparenza – ha tuonato Tramini – aggravato dal fatto che anche una direttiva del ministero degli Interni ha riconosciuto che avere accesso diretto al sistema informatico e contabile sia un diritto dei consiglieri comunali.

La segnalazione dei Cinquestelle è destinata ad avere seguito. Tramini si è infatti rivolto a tutte le altre forze di opposizione affinché firmino insieme al M5S una mozione congiunta che richieda una nuova modifica del manuale di documentazione informatica. “Continueremo – ha quindi concluso – a rivolgerci agli organi preposti e, se necessario, procederemo per vie legali. Se questo è il muro che l’amministrazione ci ha messo davanti, noi lo butteremo giù”.

Lorenzo Di Anselmo

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NARNI – A mettere la parola fine alla vicenda alghe sul fiume Nera, forse, sarà solo la risposta dell’Asl. Fino a questo momento, infatti, a tenere banco in merito alla questione sono stati i botta e risposta tra Luca Tramini, consigliere comunale e candidato sindaco per il M5S e il sindaco De Rebotti. Il tutto è partito alcuni giorni fa quando Tramini, con una segnalazione, ha posto l’attenzione sulla presenza di alghe nel fiume Nera, in particolare in quel tratto di Stifone che sta diventando sempre più ritrovo di cittadini e turisti. La denuncia del capogruppo consiliare dei cinquestelle era soprattutto un invito alle autorità preposte alla tutela della salute pubblica, Sindaco, Arpa e ASL, affinché sollecitassero un controllo da parte dell’Erg, ente gestore della manutenzione e del monitoraggio del fiume.

Chiamato in causa, il sindaco ha poi immediatamente replicato alla vicenda sollevata dal M5S, chiudendo in fretta la faccenda. “Cosa ci sarà dietro questi inspiegabili fenomeni paranormali?”, si è chiesto con un tono retorico a proposito delle alghe, definendole “strane creature che provengono dai fondali del Nera colorandolo in parte di verde”. Per il sindaco, quello delle alghe sarebbe perfetto come episodio di “Rieducational Channel”, programma parodico in tema di scienza realizzato da Corrado Guzzanti. De Rebotti avrebbe già pronto il titolo per un successivo episodio: “l'acqua dal sapore strano di Lecinetto”.

Provocazione che, ovviamente, non è passata inosservata a Tramini, il quale ha voluto prontamente replicare, facendo il punto sulla questione. Sappiamo bene che le alghe si formano sul fiume – ha spiegato il gruppo consiliare del Movimento in un comunicato – ma il problema sottolineato riguarda il perché esse si fermino e la relativa responsabilità di manutenzione e pulizia da parte dell’ERG”. Ciò che preoccupa i pentastellati è la possibile presenza di agenti inquinanti, che renderebbero poco salubri le acque del fiume: un rischio, a loro avviso, da evitare a tutti i costi, considerando che quella zona sta vivendo un intenso e costante aumento nell’afflusso di persone, non solo narnesi.

Fatta chiarezza sulle motivazioni che hanno spinto Tramini a richiamare l’attenzione sul fenomeno, il M5S sferra la stoccata nei confronti del sindaco. “Non ci capacitiamo della risposta del Sindaco, la sua reazione ci sembra assurda – si legge nel comunicato – poiché più volte in sede di consiglio si era dimostrato aperto verso un lavoro congiunto riguardo la tutela ambientale”.

Critiche anche nei confronti dell’assessore all’ambiente Alfonso Morelli, che aveva descritto il caso come un “fenomeno periodico, più o meno evidente a seconda delle condizioni climatiche”. Parole che hanno lasciato perplessi i cinquestelle, che ritengono che questo non giustifichi una carenza nel monitoraggio e nelle verifiche. Secondo l’assessore, la denuncia del M5S sarebbe soltanto finalizzata a “cercare lo scandalo e l'allarmismo a tutti i costi”. In ogni caso, aveva rassicurato Morelli, “gli enti preposti analizzeranno le alghe e ci diranno se esse rappresentano un pericolo o meno”, ma a suo avviso non ci saranno spiacevoli sorprese, trattandosi di un fenomeno non nuovo ma già monitorato in passato.

 

Lorenzo Di Anselmo

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AMELIA - Aumentano i livelli di tetracloroetilene nelle falde dell'amerino. La situazione era stata denunciata alcuni giorni fa dai sindaci del territorio che avevano chiesto ad Aman e Sii di assumere provvedimenti e proprio in questi giorni sulla vicenda è intervenuto anche il M5S con i consiglieri comunali Romano Banella e Gianfranco Chieruzzi. "Avevamo lanciato l'allarme in un comunicato congiunto con Terni a marzo - ricordano i due - riguardo il preoccupante perdurare del superamento della soglia di contaminazione nelle acque potabili emunte dai pozzi di Cerasola in località Maratta Alta che riforniscono i comuni dell’amerino e parte del comprensorio del Comune di Narni; 3 giorni dopo il Presidente della SII Stefano Puliti ed il Direttore Generale Paolo Rueca, affermavano di essere a conoscenza del fenomeno da tempo e che "l' acqua che bevono i cittadini è pulita e sicura, grazie agli interventi fatti e che faremo nel prossimo futuro installando nuovi filtri a Cerasola".

Da allora - secondo il M5S - c'è stato un rimpallo di responsabilità tra enti, Comuni, Aziende, Regione e Provincia, che non ha portato nulla in concreto, ma la situazione è notevolmente peggiorata a tal punto che, mentre a gennaio 2017 il superamento dei limiti di contaminazione previsti dal D. Lgs 31/2001 (10 mg/l) si verificava solamente in un pozzo, "a partire da giugno si è registrato un aumento significativo della concentrazione di tetracloroetilene tanto che la media delle concentrazioni supera per la prima volta il limite del D. Lgs 31/01 e all'uscita di Morellino si raggiunge il valore di 7,75 mg/l, molto vicino a tale limite", come indicato da Vilma Medori e Sonia Bertocco, rispettivamente Direttore Tecnico e A. D. di AMAN s.c.p.a., in una nota indirizzata ai vertici della Sii".

Sii che proprio lunedì 24 luglio è intervenuta per fare chiarezza sia sulla salute che sui provvedimenti che si stanno assumendo. "Stiamo sta lavorando su tre direttrici. La prima è una soluzione tecnica per continuare a mantenere l’acqua entro i parametri di salubrità e regolarità normativa grazie all’installazione di nuovi filtri e a maggiori disponibilità idriche", spiegano dal servizio idrico da dove poi, il direttore generale, Paolo Rueca, puntualizza: “L’acqua erogata è pulita e non ci sono criticità per la salute. Con ulteriori lavori su Terni abbiamo convogliato nell’amerino maggiori quantità, non ci sono in programma limitazioni all’erogazione e il nuovo filtro che entrerà in funzione tra pochi giorni servirà a dare ulteriori garanzie oltre a quelle già esistenti. 

A ottobre – spiega ancora Rueca – se ne installerà un altro che renderà il sistema di distribuzione nell’amerino indipendente da Terni e servirà anche per affrontare ulteriori eventuali innalzamenti del tetracloroetilene. L’installazione dei nuovi filtri segue quella già realizzata in altri campi pozzi del ternano sempre per affrontare la situazione inerente le concentrazioni di tetracloroetilene che, come già reso noto e comunicato dalla Sii, sia pubblicamente che agli organi competenti, è una presenza costante ed in aumento, anche se questo, grazie agli interventi tecnici del Servizio idrico, non pregiudica la salubrità dell’acqua pubblica".

La Sii ricorda anche il progetto relativo all’attività di monitoraggio, condotto dall’Arpa, sulla presenza del tetracloroetilene e sulle eventuali fonti di produzione di tale sostanza per riuscire a capire nel dettaglio cause e dinamiche di tale tipo di inquinamento. Il servizio idrico ha anche chiesto alla prefettura la convocazione di un incontro al quale partecipino anche Asm, Aman, Regione Umbria, Provincia di Terni, Comuni, Arpa e Auri.  

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