Lavoro
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TERNI – Denunciato dalla Finanza lavoratore in nero che percepiva l’indennità di disoccupazione. L’uomo, 43enne residente a Terni, aveva escogitato uno stravagante modo per evadere il fisco e truffare lo stato al tempo stesso: lavorava “in nero” e fingendosi disoccupato percepiva illecitamente un’indennità che non gli spettava. Ma scoperto dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Terni, è stato denunciato per indebita percezione di erogazioni a danno dello stato per aver illecitamente percepito dall’ufficio Inps l’indennità di disoccupazione a lui non spettante per un’ammontante di quasi 9mila euro.

Le indagini - L’attività delle Fiamme Gialle ha preso le mosse dall’esecuzione di accertamenti patrimoniali, reddituali e bancari delegati dal tribunale civile di Terni nell’ambito di una causa di separazione che lo ha visto coinvolto in prima persona. Sulla scorta delle risultanze acquisite, sin da subito sono apparse evidenti le discrasie tra i modesti redditi dichiarati e quelli ben più sostanziosi che sono stati meticolosamente ricostruiti dai militari della guardia di finanza e che l’uomo aveva “dimenticato” di esporre nell’apposita dichiarazione.

I controlli - Le minuziose attività investigative, condotte anche tramite una successiva attività di accertamento fiscale hanno permesso di quantificare in quasi 115mila euro l’ammontare complessivo dei redditi derivanti dallo svolgimento “in nero” di attività lavorative totalmente sconosciute al fisco. Ma siccome “l’appetito vien mangiando”, l’evasore ternano sulla scorta del suo statusdi bisognoso,  ideato ad arte per fini illeciti, ha perfino richiesto ed ottenuto all’Inps l’indennità di disoccupazione ordinaria per un ammontare di circa 9mila euro, rappresentando, appunto, una situazione fiscale totalmente diversa da quella reale.

La denuncia - A conclusione delle attività di indagine dei finanzieri l’uomo è stato denunciato alla procura della Repubblica per l’indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, con conseguente avvio, tramite la direzione provinciale dell’Inps di Terni delle procedure per il recupero delle somme illecitamente percepite.

L’operazione -  L’operazione di servizio sottolinea ancora una volta l’impegno delle Fiamme Gialle non solo nel settore della tutela delle entrate ma anche in quello dello uscite del bilancio dello Stato, ovvero in materia di tutela della spesa pubblica nazionale, soprattutto in un periodo di difficoltà economica e di spending review come quello attuale, nel quale è sempre più richiesto il controllo contro ogni forma di spreco e di recupero delle risorse economiche.

TERNI - Sale il tasso di disoccupazione a Terni, che nel 2013 si è attestato sul 10,3%, in linea con la tendenza nazionale e regionale. A crescere - in base ai dati diffusi dall'ufficio studi del Centro per l'impiego della Provincia - è in particolare quella maschile, che si attesta ad un dato quasi uguale a quello delle donne (9,9%, a fronte del 10,7% della componente femminile), mentre il tasso di occupazione è del 59,9%, al di sopra della percentuale nazionale.

Assunzioni e contratti - Le assunzioni, rispetto al 2012, calano del 9,2%, il contratto a tempo determinato rimane il più utilizzato (solo -1%), mentre per il lavoro interinale si rileva un leggero incremento (5%). Si riducono i contratti di lavoro a tempo indeterminato (-5,7%) e l'apprendistato (-28%), cala anche il ricorso al lavoro intermittente (-39,3%) e il contratto a progetto (-19,4%).

Iscritti ai centri di collocamento - Complessivamente nel 2013 gli addetti del Centro per l'impiego hanno svolto oltre 7.300 colloqui fra orientamento, collocamento mirato, sportello immigrati e informazione orientativa. Gli iscritti ai Centri per l'impiego sono in aumento: al 31 dicembre 2013 fra Terni e Orvieto risultavano iscritte 33.765 persone, di cui 19.634 donne. L'incremento rispetto al 2012 è del 13,6% e riguarda soprattutto i giovani, con età inferiore ai 30 anni, e gli adulti dai 40 anni in su.

Work esperience - Tra gli strumenti offerti agli iscritti sono positivi i dati relativi alle work experience promosse dalla Provincia: oltre il 50% di coloro che hanno partecipato nell'ultimo biennio hanno trasformato la loro esperienza in un contratto di lavoro, spesso applicando la tipologia dell'apprendistato professionalizzante.

Tirocini e mobilità - Per quanto riguarda i tirocini formativi non retribuiti, il tasso di inserimento occupazionale si aggira invece sul 41%. Infine migliora il dato sulla cassa integrazione ordinaria e straordinaria (-3,7% secondo l'Inps). In crescita invece il numero delle iscrizioni nelle liste di mobilità a seguito di licenziamento effettuato dalle aziende con più di 15 dipendenti +27,2%).

PERUGIA - "Il tasso di disoccupazione in Umbria al 9,6 per cento, il più basso dal 2012, testimonia l'efficacia delle azioni realizzate dalla Regione Umbria in materia di politiche attive del lavoro. Si tratta di un risultato importante che ci spinge a non abbassare la guardia ed a continuare sulla strada intrapresa": così il vicepresidente della giunta regionale, Fabio Paparelli, commenta i dati Istat nell'ultimo Report sul mercato del lavoro italiano nel 2016. "Il dato evidenziato dall'Istituto - fa notare Paparelli, in un comunicato della giunta - fa il paio con lo stato di attuazione del piano regionale delle politiche attive del lavoro che, secondo l'analisi compiuta dal 2016 al 28 febbraio scorso dagli uffici regionali, ha un andamento positivo sia relativamente alla risorse utilizzate ed impegnate, sia alle misure adottate e finalizzate a promuovere la crescita dell'occupazione, delle competenze e della competitività dell'intero sistema produttivo regionale. Il programma ha una dotazione finanziaria di 70 milioni di euro, di cui 66,1 destinati a quattro pacchetti di interventi,: garanzia giovani, garanzia adulti, 'smart' ed imprese e 3,9 finalizzati ad azioni di sistema".

Paparelli ricorda che, con il Pacchetto Garanzia Giovani Umbria, la Regione ha dato continuità al Programma Nazionale Garanzia Giovani stanziando 24 milioni di euro per il finanziamento di percorsi integrati tra diverse misure (orientamento, voucher formativo, tirocinio extra curriculare, incentivo all'assunzione, creazione d'impresa) rivolte a giovani under 30. Finora sono state 4.132 le adesioni con 2.568 giovani (2.066 nella provincia di Perugia e 501 in quella di Terni) presi in carico ad oggi, dai Centri per I'impiego, ed al momento sono stati assegnati 382 voucher formativi e 766 tirocini extracurriculari . Per i giovani fino a 18 anni sono stati avviati percorsi formativi integrati, con uno stanziamento di 6 milioni di euro sull'Asse Istruzione e formazione del Por Fsee 2014-2020 per contrastare e ridurre la dispersione scolastica e formativa, rivolgendo una attenzione particolare ai giovani tra i 15 e i 18 anni che abbandonano il percorso scolastico e che sono a maggior rischio di esclusione sociale e lavorativa.

A novembre 2016 è stato approvato l'Elenco regionale delle attività di formazione professionale ed i relativi servizi di sostegno. Tutte le attività hanno preso avvio con la partenza nelle prime annualità di 18 percorsi che hanno coinvolto 396 ragazzi (per un costo di 2 milioni 709.840 euro), mentre le seconde annualità hanno interessato 395 ragazzi inseriti in 20 percorsi, per un finanziamento totale di quasi tre milioni di euro. "Il Pacchetto 'adulti' - aggiunge Paparelli - è invece finalizzato ad agevolare l'inserimento/reinserimento occupazionale di disoccupati over 30, oltre che di persone che beneficiano degli ammortizzatori sociali attraverso l'offerta di interventi integrati (orientamento e formazione per il reinserimento lavorativo, esperienze in contesto lavorativo con incentivi per l'assunzione stabile). Le risorse complessive che saranno attivate ammontano a 16 milioni 100 mila euro". Le adesioni hanno raggiunto 3.829 registrazioni (di esse 2.712 a Perugia e 1.117 a Terni), di cui 2.325 disoccupati presi in carico, ad oggi, dai CpI che hanno iniziato le attività specialistiche per valutare le modalità più efficaci di politiche attive. Le misure assegnate sono complessivamente 514, di cui 232 voucher formativi e 282 tirocini extracurriculari".

In questo quadro si collocano anche gli Incentivi all'assunzione dall' Avviso Well 30 che hanno visto la presentazione da parte delle aziende di 104 domande per 109 assunzioni. A oggi sono stati liquidate 94 domande per un totale di 399.293 mila euro, a fronte di un impegno di 459.719,10 euro, sui 500 mila stanziati. Il Pacchetto "smart" ha invece l'obiettivo di creare figure da inserire nelle imprese ad alta innovazione attraverso percorsi formativi dedicati a profili post diploma/post laurea altamente specializzati, integrati da tirocinio e incentivi all'assunzione. Tale pacchetto prevede inoltre il finanziamento di percorsi ITS e di tirocini extra-curricolari rivolti a laureati finalizzati allo sviluppo di progetti innovativi per proseguire nelle positive esperienze di work experience/tirocini finalizzato alla realizzazione di programmi di innovazione nelle imprese già realizzate nella precedente programmazione con gli interventi 'assegni di ricerca' e Well". Questa azione ammonta complessivamente a 13 milioni di euro di cui 6,2 milioni per percorsi integrati, 2 milioni 800 mila per ITS e 3 milioni per tirocini di ricerca; la restante parte serve a finanziare i bonus assunzionali per le aziende che assumono i partecipanti alle iniziative e gli strumenti per la creazione d'impresa.

Relativamente all'Avviso per la realizzazione di percorsi formativi sono state stanziati 4 milioni di euro (a valere sull'Asse Occupazione del Por Fse 2014-2020) suddivisi in due scadenze di presentazione dei progetti. Alla prima scadenza sono stati presentati 73 progetti (per un totale di oltre 10 milioni di euro), di cui 12 approvati per un totale di euro 1.829.313,98 con il coinvolgimento di 157 disoccupati. Alla seconda scadenza sono pervenuti oltre 70 progetti formativi per i quali a breve inizierà l'istruttoria per l'ammissibilità a valutazione. Per l'istruzione tecnica superiore (Its) sono in corso attività su cinque aree tecnologiche che interessano dieci distinti corsi con 227 diplomati che stanno acquisendo competenze che gli consentiranno un facile accesso sul mercato del lavoro. Il tutto per un costo un finanziamento totale di 2 milioni 800 mila euro.
Il Programma stanzia infine 13 milioni di euro per il pacchetto "imprese".

 

Nuovo ruolo dei Centri impiego - Nell'aprile 2016 è stato pubblicato l'Avviso Cresco per il quale sono pervenute 235 proposte progettuali per 557 assunzioni a tempo indeterminato per un totale di oltre 10 milioni di euro.
Ad oggi sono stati approvati 185 progetti che interessano 238 imprese (64 relative al territorio provinciale di Terni e 174 a quello della provincia di Perugia); le assunzioni a tempo indeterminato totali previste sono 456. Le stime prevedono per il 2017, attraverso questo strumento circa 1000 nuovi occupati a tempo indeterminato.
Accanto ai percorsi di politica attiva del lavoro sono state attuate azioni per migliorare l'efficacia dell'intero sistema, a partire dal nuovo ruolo dei Centri per l'impiego di cui sono state rafforzate le competenze, anche degli operatori, accresciuti gli standard dei servizi, rendendoli omogenei su tutto il territorio regionale, e ampliando l'interfaccia con il tessuto produttivo e le imprese, attraverso la definizione di criteri per l'accreditamento. Per fronteggiare le gravi conseguenze sul tessuto produttivo nelle aree colpite dal sisma, in attesa di specifiche risorse nazionali, sono state utilizzate parte delle risorse destinate agli ammortizzatori sociali in deroga estendendo i periodi di concessione e i requisiti soggettivi per i lavoratori di aziende rientranti nel perimetro del sisma e di aziende del settore turistico-ricettivo dell'intera regione. Le domande di ammortizzatori sociali in deroga sono circa 2.500, mentre le domande riguardanti l'emergenza sisma sono state circa 1.100. Ad oggi rimangono in fase di autorizzazione circa 850 domande relative al periodo gennaio aprile 2017. Relativamente alla gestione delle procedure di esame congiunto per la Cassa Integrazione Straordinaria per le aziende regionali e delle procedure di licenziamento collettivo nel 2016 sono stati attivati in Regione 18 tavoli di esame congiunto per la Cigs.
Infine oltre 20 le situazioni di crisi d'impresa monitorate e seguite dall'unità tecnica per le crisi d'impresa per oltre mille lavoratori coinvolti.
"In prospettiva - conclude Paparelli - oltre alla continuità delle misure attivate si colloca l'imminente attivazione di due ulteriori strumenti che potranno integrare le politiche del piano: il nuovo programma garanzia giovani, con una dotazione di oltre 12 milioni di euro che sarà finalizzato a favore dei giovani al disotto dei 29 anni, ed il piano di politiche attive del lavoro, che sarà finanziato con risorse residue del fondo per l'occupazione, istituito con il decreto legge 185/2008 che fino ad oggi ha finanziato anche la cassa integrazione i deroga che dovrebbe consentire l'attivazione di interventi ulteriori per 12,5 milioni di euro, soprattutto per agli over 30 ed ai percettori di ammortizzatori sociali".

 

NARNI – Perdere lavoro oggi è molto più facile che in passato, trovarlo, di conseguenza, diventa sempre più complicato. Soprattutto se sei giovane. Gli ultimi dati Istat parlano chiaro. Per quelli che hanno un’età compresa fra 15 e 24 anni, il tasso di disoccupazione ha sfondato il muro del 39%, attestandosi al 39,1, con una crescita di 0,8 punti percentuali su maggio e di 4,6 punti su base annua. Tra gli under 25 poi, ci sono 642 mila ragazzi alla ricerca di un lavoro.

Disoccupazione a giugno si ferma al 12,1%- La disoccupazione a giugno si ferma al 12,1%, con un piccolo passo indietro su maggio, in calo di 0,1 punti percentuali, anche se resta in aumento su base annua, con un rialzo di 1,2 punti, secondo dati Istat. Con giugno la disoccupazione varca la soglia del 12% per la terza volta consecutiva. Il tasso di disoccupazione maschile si conferma all'11,5%, lo stesso valore di maggio, che risulta il più alto dall'inizio delle serie storiche trimestrali, ovvero dal 1977. Il tasso femminile invece è pari al 12,9%, in diminuzione di 0,2 punti su maggio, ma in aumento di 1,0 punti su base annua.

Anche il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 89 mila, diminuisce dell'1,0% rispetto al mese precedente (-31 mila) come non accadeva da un anno, ma aumenta dell'11% in termini tendenziali, con 307 mila persone in più alla ricerca di un lavoro. Sempre a giugno l'Istat segnala una crescita nel numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni, in rialzo dello 0,3% in termini congiunturali (+39 mila unità) e dello 0,4% rispetto a dodici mesi prima (+51 mila). In particolare l'aumento tendenziale di coloro che non lavorano né sono alla ricerca di un posto è dovuto agli uomini (+120 mila).

In Umbria e a Terni – In Umbria la situazione generale è leggermente migliore di quella nazionale, ma c’è poco da stare allegri. L’Istat fissa infatti l’indice trimestrale al 10,5%, un dato inferiore alla media nazionale e a quella del Centro Italia e in flessione rispetto all’11,4% degli ultimi tre mesi del 2012, ma tuttavia in crescita se si guarda all’inizio del 2012 (9,8%). Secondo le tabelle dell’Istituto nazionale di statistica nella regione i disoccupati sono complessivamente 42 mila, 4mila in meno rispetto all’ultima rilevazione ma 3mila in più dei primi tre mesi dell’anno scorso. Guardando alle serie storiche, 42 mila persone in cerca di un’occupazione è il numero più alto (tolti i 46 mila del quarto trimestre 2012) dal 1993. Ma nel computo non ci sono ancora i lavoratori della dorsale appenninica e di altre realtà ternane che sono entrate in crisi di recente.

Il triste primato di Terni - Dentro questo contesto, la situazione giovanile spicca clamorosamente. Il 37% dei giovani ternani fra i 15 e 24 anni risulta senza lavoro nel 2012. E’ il dato più alto dell’Umbria in assoluto e supera addirittura di un punto percentuale anche la media regionale che è del 36%.

Cosa fa l’Umbria – L’Umbria non sfugge al trend nazionale e per i giovani fa poco. Le risorse sono scarse e questo è uno dei disincentivi più importanti. Recentemente la giunta regionale ha assegnato ulteriori risorse per un milione e mezzo  di euro per la realizzazione di work experience da parte di laureati e laureate. Con questo stanziamento la disponibilità complessiva è di 3 milioni di euro che consentiranno il finanziamento di oltre 550 esperienze di lavoro rispetto al tetto stabilito in origine di 250. E’  certamente una notizia positiva ma chiaramente non può bastare.

Si fa ancora poco per i giovani – In Italia non c’è ancora stato un vero e proprio strumento di rilancio dell’occupazione giovanile e, per la verità, nemmeno dell’economia generale. Al di là delle dichiarazioni di intenti e delle previsioni ottimistiche, puntualmente riviste al ribasso poco tempo dopo la loro pubblicazione, la verità di tutti i giorni è che mese dopo mese cresce la percentuale dei giovani italiani senza un vero lavoro.

L’emigrazione dei cervelli – Tantissimi ragazzi scelgono l’estero e sono infatti sempre di più quelli che lo fanno anche prima di aver completato gli studi, preferendo farlo in un altro paese dell’Europa o negli Stati Uniti in modo da avere un accesso più rapido a quel mercato del lavoro ed una preparazione spendibile a livello internazionale, sia dal punto di vista tecnico- professionale, sia da quello della lingua.

Il decreto lavoro (?) – in linea con le cose strambe che succedono nel nostro paese da qualche anno a questa parte, è arrivato anche il decreto lavoro. Già la premessa non è delle migliori visto che si parla di “via sperimentale” (ma un governo può sperimentare in una situazione di crisi come questa?) ma poi, se si scende nel contenuto, si capisce quanto sia difficile la sua applicazione generalizzata. Gli incentivi all'assunzione stabile riguarderebbero giovani tra i 18 ed i 29 anni con un budget di 1,5 miliardi di euro di cui 794 milioni per la stabilizzazione degli under 30.

Le risorse andranno per lo più alle Regioni del sud dove il problema della disoccupazione giovanile arriva a livelli drammatici. Confermato il tetto di 650 euro al mese per lavoratore, gli sgravi saranno di 18 mesi per le nuove assunzioni e di 12 per chi trasforma i contratti a tempo indeterminato. Ma per poterne usufruire i giovani devono rientrare in certe condizioni che non sono facili: essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; essere privi di un diploma di scuola media superiore o professionale (non si capisce perché?), vivano soli con una o più persone a carico (questa poi è veramente risibile, perché non si capisce dove il governo vada a pescare giovani che vivano da soli quando tutte le statistiche dicono che la maggior parte sta in casa dei genitori e soprattutto come facciamo ad avere persone a carico, quando fino a 35 anni spesso sono a carico della propria famiglia).

Cosa fa la Ue - Contribuire alla lotta contro la disoccupazione giovanile migliorando la qualità della formazione professionale e l'offerta di contratti di apprendistato in tutta l’UE grazie ad un ampio partenariato tra i principali attori del mondo del lavoro e del settore dell'istruzione: è l’obiettivo dell’ l’Alleanza europea per l'apprendistato, lanciata recentemente a Lipsia nel quadro   del concorso internazionale di competenze professionali "WorldSkills 2013".

Le misure proposte dall’Alleanza saranno finanziate dal Fondo sociale europeo, dall'iniziativa a favore dell’occupazione giovanile e dal programma Erasmus+, il nuovo programma dell’Ue per l’istruzione, la formazione e la gioventù. I potenziali partner che la Commissione europea invita ad aderire all’Alleanza comprendono autorità pubbliche, imprese, sindacati, camere di commercio, centri di istruzione e formazione professionale, rappresentanti delle organizzazioni giovanili e servizi per l’occupazione, che saranno incoraggiati ad assumere impegni concreti per la mobilitazione di fondi pubblici e privati a favore di programmi di formazione sul modello dell'apprendistato.

Con la firma della  dichiarazione congiunta rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro si sono impegnati a concentrare i loro sforzi nei prossimi sei mesi per sensibilizzare i datori di lavoro e i giovani ai vantaggi dell'apprendistato, diffondere esperienze e buone pratiche in seno alle proprie organizzazioni, motivare e consigliare le organizzazioni partecipanti in merito allo sviluppo di modelli di apprendistato di elevata qualità che rispondano alla domanda di qualifiche del mercato del lavoro. I leader europei hanno poi raggiunto un accordo a giugno sui fondi per la lotta alla disoccupazione giovanile, che prevedono otto miliardi. Briciole se si considera l’estensione, il numero e i problemi dei paesi comunitari. L’Italia beneficerà di 1,5 miliardi, ma se il buon giorno si vede dal mattino, il dubbio, come diceva qualcuno, sul buon utilizzo delle risorse, sorge spontaneo.

DISOCCUPAZIONE RECORD AL 13,2%, E' L'ITALIA CHE VA, SI'...A CASA

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