Lavoro
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NARNI – Daniele Pescetelli, l'operaio 25enne rimasto vittima ieri sera (11 marzo) di un incidente sul lavoro all'Alcantara di Nera Montoro rimane ricoverato in prognosi riservata. L’operazione al braccio è riuscita ed ha permesso il completo riallacciamento dei vasi arteriosi recisi, ma, nonostante il buon flusso del sangue, i medici non danno per ora certezze sulla possibilità di recupero dell'arto. Il presidio dell’azienda ospedaliera “S.Maria” di Terni ha reso noto un bollettino sulle condizioni del giovane, operato d'urgenza per il " trauma da schiacciamento con vasta lesione del braccio e avambraccio destro e assenza di polsi arteriosi periferici."

"Sono state attivate immediatamente le consulenze multidisciplinari - spiegano nel bollettino -  ed il paziente è stato sottoposto ad intervento urgente eseguito dall'equipe della chirurgia vascolare, dalle 20.30 alle 00.30. Sono stati riallacciati i vasi arteriosi che erano recisi e la vascolarizzazione dell'arto è tornata normale. La gravissima perdita di sostanza al braccio e avambraccio non dà certezza, nonostante il buon flusso arterioso, della possibilità di recupero dell'arto".

Ora il giovane operaio è ricoverato in rianimazione con prognosi riservata. Le sue condizioni generali sono discrete.  Intanto sono già state attivate tutte le consulenze specialistiche necessarie. E' possibile che nelle prossime ore o nei prossimi giorni il ragazzo debba essere sottoposto a nuovo intervento chirurgico.

Sull'incidente sul lavoro la procura della repubblica ha aperto un'inchiesta. Le indagini sono coordinate dalla dottoressa Barbara Mazzullo e riuenrano nelle procedure di routine che vengano automaticamente attivate in casi come questo. Ciò che si sta ancora cercando di ricostruire è la dinamica e i motivi dell'incidente in un'azienda che attua, tra l'altro, una rigorosa attenzione sulla sicurezza.  Daniele Pescetelli è rimasto incastrato con il braccio in un rullo . Il giovane operaio, apena 25enne e residente a Terni, è arrivato all'ospedale trasportato dal 118 con il rischio di perdere tutto o in parte l'arto ferito. Era stato immediatamente soccorso dai colleghi e dagli addetti alla sicurezza, ed era poi stato trasportato d'urgenza all'ospedale Santa Maria.

NARNI - Lo stabilimento Alcantara di Nera Montoro ha ricevuto una menzione speciale all'interno del IV Premio Cofely per l'efficienza energetica e ambientale. Mercoledì sera Cofely, Gruppo Gdf Suez, ha conferito i riconoscimenti alle realtà che si sono distinte per l’avvio di progetti esemplari di sostenibilità ambientale. Istituito nel 2010, il premio quest’anno ha visto in nomination cinque progetti, in gara per due categorie: “Enti Pubblici” e “Complessi Residenziali”. Sono state, inoltre, assegnate due menzioni speciali ad una realtà industriale e ad un museo.

L’Alcantara SpA ha ricevuto la menzione speciale, all’interno della sezione “Industrie”,  per il progetto di una centrale di cogenerazione, che fornisce energia elettrica e termica allo stabilimento produttivo di Nera Montoro. La centrale aumenta l’affidabilità dei sistemi di produzione energetica, garantendo al contempo la produzione di acqua demineralizzata, tramite un moderno impianto di ultra filtrazione con osmosi. In termini di risparmio, riduce l’utilizzo di energia primaria di 4.200 TEP, pari a un taglio di 10.548 tonnellate l'anno di CO2, e consente allo stabilimento di avere livelli di competitività sull’approvvigionamento energetico, comparabili con gli standard europei.

Il Premio si è svolto presso il Palazzo delle Esposizioni, a Roma, nell’ambito dell’anteprima della mostra “ενέργεια” (energia), dell’artista marchigiano Andrea Boldrini.

NARNI - Il  Comune di Narni  e  Alcantara S.p.A. hanno banditoun concorso per l’assegnazione di 10 borse di studio del  valore unitario di 400 euro a favore di studenti residenti nel territorio comunale e iscritti alle scuole secondarie di secondo grado. L’obiettivo del conferimento delle borse di studio – si legge nel bando -  è il sostegno agli studenti meritevoli, appartenenti a nuclei familiari titolari di minori redditi. Possono partecipare alla selezione per l’assegnazione delle borse di studio gli studenti, residenti nel comune di Narni, che nell’anno scolastico 2013/2014 sono stati iscritti alle classi I, II, III, IV e V delle scuole secondarie superiori”.

Per partecipare al bando dovrà pervenire presso il Comune di Narni, Ufficio Università, entro il 24 ottobre la domanda di partecipazione, come da modello disponibile sul sito  www.comune.narni.tr.it, la certificazione Isee ed ogni altro documento utile ai fini della formazione della graduatoria. Un’apposita commissione verificherà la regolarità delle domande presentate ed effettuerà la valutazione dei  titoli a corredo, la formazione della graduatoria e la determinazione del punteggio da assegnare ai concorrenti.

“Il punteggio per il conferimento delle borse di studio – riposta il bando -  sarà attribuito tenendo conto del profitto scolastico (gli studenti devono aver terminato l’anno scolastico 2013/2014 con una valutazione media complessiva comunque non inferiore a 8 per le classi dalla I alla IV, e 80/100 per la classe V), carico familiare, disabilità, condizione di orfano. Costituisce titolo di preferenza l’appartenenza a famiglie il cui ISEE rientra nella soglia di 10.632,94 euro”. Le borse di studio verranno assegnate entro il mese di dicembre 2014.

NARNI - Sulla vicenda della mancata stabilizzazione dei 36 contratti all’Alcantara sono intervenuti in una nota congiunta la Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. L’operato dei sindacati in relazione alla vicenda è stato infatti messo in discussione sia dall'Ugl che alcuni esponenti politici del Comune di Narni, come il Pdl, Bruschini, il quale aveva denunciato una sorta di ingiustificato immobilismo da parte dei rappresentati dei lavoratori (e dell'Amministrazione stessa). “I lavoratori interessati devono rivolgersi a chi ha venduto loro false certezze – si difendono i sindacati – e non mettere in discussione l’operato di quelle organizzazioni sindacali che hanno sempre agito in chiarezza e trasparenza, cercando di garantire al massimo i diritti dei lavoratori e le potenzialità dell’azienda”.

Cgil, Cisl e Uil intervengono sottolineando come “insieme all’Ugl” sia stato “sottoscritto a livello territoriale un accordo che riduce i tempi di interruzione del rapporto di lavoro tra un contratto a termine e l’altro, proprio per dare l’opportunità ai lavoratori coinvolti di avere un nuovo contratto a termine in attesa della trasformazione in rapporto a tempo indeterminato. Questo accordo – proseguono – ha portato alla trasformazione a tempo indeterminato di 18 contratti nel 2013 con l’impegno aziendale dichiarato al tavolo con i sindacati, di stabilizzare ad ogni scadenza contrattuale una percentuale di lavoratori. E’ chiaro che sarebbe stato bello poter trasformare tutti i contratti in scadenza, ma ciò non sarebbe compatibile con l’equilibrio aziendale e l’attuale tipologia di ordinativi caratterizzati da forte discontinuità. Gli accordi sottoscritti rappresentando quindi un modo per mantenere agganciati lavoratori e azienda, finchè, speriamo il contesto generale migliori e permetta operazioni definitive”.

Per i sindacati sarebbe grave “dipingere la situazione dell’Alcantara con tinte fosche e gestione assolutamente fuori controllo” o fare parallelismi con l’Adica di Nera Montoro la cui salvezza resta “alquanto improbabile”. Secondo Cigl, Cisl e Uil l’Alcantara è infatti “una delle pochissime aziende del territorio che durante il periodo di crisi 2008-2013 è riuscita a mantenere l’organico”. Resta il fatto, aggiungiamo noi che, ancora una volta, i giovani finiscono nel tritacarne, rimangono senza lavoro e senza tutele. Sull'impegno dei sindacati e sul loro senso di responsabilità non c'è nulla certamente da dire ma anche le parti sociali sanno benissimo che la piaga del la disoccupazione giovanile è fortissima in Italia e in provincia di Terni e che la vicenda di Alcantara non contribuisce a migliorare la situazione. La domanda è: perchè anche all'Alcantara dove la situazione produttiva è ancora positiva e le cose vanno bene, invece di scegliere sempre i soliti stratagemmi purtroppo offerti e legittimati dalle leggi nazionali e dalla riforma Fornero non si fanno contratti a tempo indeterminato, almeno per i più bravi?  

NARNI – Crisi nera per le aziende del territorio. Dopo la chiusura dell’Adica, l’azienda di fitofarmaci e fertilizzanti di Nera Montoro che ha chiuso i battenti dopo anni di problemi finanziari, le nubi si fanno sempre più scure anche sul futuro del Gruppo Novelli, sul quale pende la fine della proroga del concordato prevista per l’8 aprile e della Sangemini che ha avviato nei giorni scorsi la procedura del concordato in bianco. La crisi si abbatte anche sull’Alcantara che non ha potuto stabilizzare 36 contratti a tempo determinato.

Gruppo Novelli -  Scadrà l’8 aprile la proroga di 60 giorni concessa dal giudice al nuovo cda del gruppo Novelli, presieduto da Alessandro Musaio, ed i sindacati stanno con il fiato sospeso, in attesa di capire quale sarà la sorte che toccherà ai lavoratori. Il tribunale di Terni, lo scorso 8 febbraio, aveva concesso altri due mesi di proroga per il concordato. Due mesi che sarebbero dovuti servire al cda per perfezionare l’operazione a cui sta lavorando da mesi. Tutti attendono con ansia, quindi, l’esito della trattativa avviata con i 22 istituti di credito ai quali il cda ha chiesto un prestito ponte di 4 milioni di euro per rimettere in sesto la situazione finanziaria dell’azienda e far così ripartire la produzione senza problemi. Attesa anche per il piano industriale studiato per salvare il Gruppo che dovrà essere presentato ai sindacati, preoccupati, anche per la richiesta di fallimento nei confronti del Gruppo, avanzata dal Cora, gruppo romano autotrasporti, che attendono di riscuotere oltre 300mila euro. Nel frattempo, secondo notizie non confermate, Ferrero e Coop sarebbero tornati a presentare commesse. Nei mesi scorsi, il Gruppo Novelli era stata costretto a stoppare le commesse dei due “colossi” perché non aveva la capacità di reggere il passo delle richieste. Forse, l’unica buona notizia, in mezzo ad una crisi che sta assumendo toni sempre più scuri per i lavoratori degli stabilimenti di Spoleto, Terni ed Amelia.

Sangemini - Il gruppo Sangemini ha avviato nei giorni scorsi la procedura del concordato in bianco, prevista dal recente decreto sviluppo. Questa prevede che entro i prossimi 180 giorni l'azienda presenti il nuovo piano di rilancio. In questo frangente non potranno essere presentati decreti ingiuntivi da parte dei creditori.  Le organizzazioni sindacali Fai Cisl Flai Cgil Uila Uil, che sono state convocate d’urgenza la scorsa settimana dalla proprietà per comunicare che l’azienda ha avviato la procedura concorsuale per affrontare la difficoltà finanziarie che si protraggono ormai da tempo, hanno dichiarato lo stato di agitazione. “Riteniamo questa decisione – spiegano i lavoratori ed i sindacati - presa senza alcun segnale o preavviso un atto gravissimo, che smentisce clamorosamente quanto più volte dichiarato dagli interlocutori aziendali ai tavoli istituzionali e a mezzo stampa, relativamente al reale stato di salute della Sangemini Spa. Chiediamo che tutti i soggetti istituzionali si attivino con urgenza, poiché non è più possibile perdere tempo. I lavoratori chiedono azioni immediate e concrete a tutela del sito produttivo perchè non ritengono più affidabile l’attuale proprietà. Dichiariamo quindi lo stato di agitazione e richiediamo da subito, l’interessamento del Prefetto”. I dipendenti della Sangemini metteranno in campo tutte le iniziative atte a tutelare l’attività produttiva ed il loro lavoro.

Alcantara – “L’azienda, uno dei fiori all’occhiello del territorio, non potrà stabilizzare 36 contratti a tempo determinato che erano stati fatti negli ultimi anni”. A dare la notizia è il consigliere comunale Sergio Bruschini (Pdl) che analizza una situazione preoccupante. “L’Alcantara – spiega Bruschini -  è ormai parte integrante del territorio e con il territorio da sempre ha costruito sviluppo e benessere. Nel contesto della crisi generale è l'unica che ha garantito contratti di assunzione in questi anni, in 36 hanno trovato lavoro e collocazione. Ora ci si aspettava che questi contratti a tempo determinato venissero trasformati definitivamente in modo stabile a tempo indeterminato. I presupposti c'erano tutti: volumi produttivi, solidità aziendale. Invece la doccia fredda ha colto tutti di sorpresa: i contratti non sono stati stabilizzati, come era nelle premesse e nelle aspettative. Si dice che sia stata colpa della legge Fornero e che forse la crisi ha indotto la stessa azienda a rivedere i suoi programmi. Si dice tanto, ma niente di preciso e chiaro. I dipendenti che si ritrovano fuori – continua il consigliere -  non stanno vivendo un buon momento, visto che regna ancora il clima di incertezza. I sindacati, cosa hanno fatto o cosa intenderanno fare per sbrogliare questa vicenda? E l’amministrazione comunale, dov’è? Perchè non ha fatto sentire il suo peso, il suo interesse a sostegno di quanto poteva fare? Mettiamo in atto tutti insieme ogni azione che possa dare garanzie e futuro a questi 36 lavoratori. Propongo – conclude Bruschini -  un ordine del giorno al al consiglio comunale da approvare alla prossima seduta dell’11 aprile, dove si invitano amministrazione, azienda e sindacati a sedersi intorno ad un tavolo per sbloccare una vicenda che deve trovare una soluzione positiva”.

 

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