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La Finestra

AMELIA – Torna dal primo al 4 giugno Ciclopica. Giganti in Collina festival dedicato alla letteratura, alla filosofia e all’arte giunto alla terza edizione ricca di incontri, conferenze, dibattiti e eventi. Il dialogo filosofico e letterario sarà movimentato dalle voci di molti studiosi, scrittori e artisti, di diversa provenienza e formazione. Il tema che, come un filo delicato, terrà insieme questa rete di dibattiti sarà quello della parola, del nome e della loro insita ambiguità. Nessuno vive in terra senza nome. Così disse Alcinoo a Ulisse, nel libro VIII dell'Odissea, nel chiedergli il suo nome. Il nome dimmi. Qual è il tuo nome? 

'Ciclopica – Giganti in Collina', nell'edizione 2017, vuole rievocare il Ciclope per eccellenza, il gigante che «non con la forza» viene ucciso, ma con l'inganno del nome. Dalla parola doppia di un eroe controverso, alla parola figurata dei fumetti di oggi, dalla «parola mala» del linguaggio vissuto, alla parola musicata della più nobile delle arti, fino alla parola «mangiata», che ci entra dentro e ci fa essere ciò che siamo. E, per concludere, la parola del potere, che può ingannare e può salvare, fino alla parola del linguaggio riscoperto, rinato, riformato, dell'Italia dell'Umanesimo.

Tra i protagonisti di questa terza edizione ci saranno Maurizio Maggiani (scrittore), Giuseppe Palumbo (fumettista), Giacomo Marramao (filosofo), Gennaro Carillo (filosofo), Massimo Donà (filosofo), Leo Sanfelice (musicista), Andrea Tagliapietra (storico delle idee), Monica Centanni (grecista), Vincenzo Vitiello (filosofo), Enrica Lisciani Petrini (filosofa), Massimo Cacciari (filosofo) e molti altri.

Non mancheranno parole cantate, né parole recitate. A percorrere le suggestioni del panorama musicale italiano, ibridato dai ritmi della bossa nova, sarà – Patrizia Laquidara, accompagnata dal liuto di Ilaria Fantin. Novità della III edizione sarà l'apertura del Teatro Sociale di Amelia, per ospitare uno spettacolo più che mai in tema: «Cosa c'è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo». Il Romeo e Giulietta della compagnia teatrale BezoarT, per la regia di Davide Gasparro.

Uno spazio speciale sarà riservato all’arte e alla fotografia, con l’esposizione artistica di Alessandro Prayer, presso ‘L’Atelier del Ciclope’. Come ogni anno sarnno organizzati laboratori per i bambini presso il Museo Archeologico. L’edizione 2017 vedrà inoltre la partnership, ormai consolidata, con l’evento enogastronomico AmeliaDoc, una delle più importanti realtà di promozione e valorizzazione del patrimonio enologico in Umbria (che si terrà dal 9 all’11 giugno). L’associazione AmeliaCiclopica nasce dall’incontro delle ambizioni e delle esperienze in giro per il mondo di alcuni giovani di Amelia, intenzionati a fare della città un polo culturale competitivo, moderno e visionario. La promozione del territorio di origine passa attraverso la contaminazione delle arti, la collina diventa lo spazio di confluenza di queste energie.

AMELIA - Si apre oggi, 1° giugno, "Ciclopica. Giganti in collina", il festival di filosofia giunto alla sua terza edizione. Il dialogo filosofico e letterario sarà movimentato dalle voci di molti studiosi, scrittori e artisti, di diversa provenienza e formazione. Il tema che, come un filo delicato, terrà insieme questa rete di dibattiti sarà quello della parola, del nome e della loro insita ambiguità. Nessuno vive in terra senza nome. Così disse Alcinoo a Ulisse, nel libro VIII dell'Odissea, nel chiedergli il suo nome. Il nome dimmi. Qual è il tuo nome?  

Giovedì 1 giugno, il pomeriggio di apertura sarà musicale: alle 18:00, nella Sala dello Zodiaco di Palazzo Petrignani, si terrà Ouverture Ciclopica 2017: Il Pianista Viaggiatore, concerto aperitivo con il maestro Leo Sanfelice e le sue ‘canzonette’ strampalate – in collaborazione con AmeliaDoc.

Alle 21:30 ci si sposterà al Chiostro Boccarini (in caso di pioggia, nella Sala Boccarini) per La parola e l’utopia – incontro con Maurizio Maggiani. Un viaggio panoramico e una riflessione sulla funzione del linguaggio, guidati dalle parole dello scrittore, Premio Strega 2005 per Il viaggiatore notturno e autore del recentissimo La zecca e la rosa: vivario di un naturalista domestico.

La mostra dell’artista Alessandro Prayer sarà aperta, come tutti i giorni, dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 23:00, presso l’Atelier del Ciclope. La rassegna di bozzetti di costumi Dal teatro alla televisione sarà visitabile, negli spazi espositivi della Galleria ‘Il Granaio’, dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30.

NARNI – Cosa sia la filosofia oggi è difficile dirlo. Sospesa tra le nuove sfide imposte dai tempi che corrono e il recupero dei tradizionali, irrisolti, interrogativi, essa è costretta a confrontarsi con un mondo che offre costanti motivi di riflessione. Ma se c’è qualcosa che la filosofia continua a fare con successo, è sicuramente stimolare l’analisi, il ragionamento, fornire gli strumenti e le premesse teoriche per la condivisione di saperi e visioni. Proprio su questi elementi si è sviluppato il “Patto filosofico generazionale per la città di Narni”, un progetto che ha coinvolto gli studenti delle classi quarte del Liceo Gandhi e quelli dell’Unitre narnese.

Si è trattato di un ciclo di appuntamenti a cadenza mensile, strutturati su due parti tra loro complementari, poiché finalizzati a fornire un quadro generale della filosofia antica, seme originario dell’evoluzione futura della disciplina. Inizialmente, una lezione tenuta da parte di esperti della materia, come docenti e studenti universitari; poi, le esposizioni degli studenti del liceo, divenuti per un giorno “professori”, chiamati a raccontare le loro conoscenze davanti a una platea gremita e attenta, e non all’interno delle pareti accoglienti e amiche della propria classe. Spettatori curiosi e interessati, gli studenti dell’Unitre hanno seguito con estrema vivacità intellettuale tutto il progetto, dimostrando voglia di apprendere, disquisire e arricchirsi.

L’attività, che si è svolta praticamente durante l’intero anno scolastico, ha permesso così a studenti giovani e meno giovani di confrontarsi su una molteplicità di temi e autori. La filosofia, nel corso delle “lezioni” è divenuta non il fine del progetto, piuttosto lo strumento per avvicinare generazioni apparentemente distanti. La parola come veicolo di suggestioni personali, l’approfondimento di sé e delle proprie aspettative future, la ricerca di un terreno comune a cui attingere hanno rappresentato il filo conduttore di un progetto che ha soddisfatto tutti, alunni e studenti.

“È stato entusiasmante – racconta a Cronache24 Antonio Fresa, presidente dell’Unitre Narni nonché docente di storia e filosofia al liceo narnese – veder partecipare anche gli alunni tendenzialmente più timidi e introversi. I ragazzi hanno cambiato ruolo, divenendo relatori per una volta, e questo li ha stimolati molto. Tra l’altro, questa tipologia di attività, che vede gli studenti nel ruolo di professori, è indicata come uno dei nuovi metodi di formazione anche dalle linee guida del Ministero”.

Allo stesso modo, pure gli studenti dell’Unitre hanno apprezzato l’iniziativa, in particolare perché ha permesso loro di confrontarsi con i giovani secondo una prospettiva inedita. “L’Unitre – continua Fresa – è composta da soggetti eterogenei, che non amano essere autoreferenziali, ma prediligono relazionarsi con gli altri in maniera dinamica”. Risultato? Discussioni e dibattiti coinvolgenti e stimolanti, che hanno smontato anche alcuni stereotipi relativi alle generazioni nate a cavallo del nuovo millennio, descritte in modo non sempre benevolo dai mezzi di comunicazione.

Gli incontri, che si sono svolti al teatro di Narni e alla biblioteca comunale di Amelia, hanno favorito la condivisione di pensieri e prospettive da parte di soggetti che hanno un passato alle spalle e uno sguardo sul futuro inevitabilmente diverso, non fosse altro per una questione anagrafica. Eppure, tutti hanno dimostrato di sentirsi parte di una stessa collettività all’interno del quale vogliono far sentire la loro voce: ognuno coi i suoi strumenti e il suo bagaglio maturato di esperienze. Il tutto entro una dimensione condivisa che valorizzi la loro appartenenza a una medesima comunità, la quale deve alimentarsi del contributo fornito da tutti i soggetti, al di là delle vite, dei desideri e dei rimpianti di ognuno.

L’idea è di riproporre anche il prossimo anno questo progetto, che ha evidentemente riscosso consensi e impressioni positive tra i partecipanti. Il programma è ovviamente ancora tutto da stilare ed è probabile che possa dirigersi verso nuovi orizzonti, non necessariamente filosofici. Del resto, oltre i temi affrontati, il profondo scopo del progetto è quello di siglare un vero e proprio “patto generazionale”. E questo travalica certamente i confini più o meno rigidi che una disciplina impone.

“Un signore che fa parte dell’Unitre – conclude Fresa – mi ha voluto ringraziare, ma non tanto per aver organizzato questo progetto, quanto piuttosto per avergli ridato speranza per il futuro. Ha usato proprio queste parole. Per me è stata una vera gioia, oltre che una grande soddisfazione”.

Lorenzo Di Anselmo

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