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L'Inchiesta

NARNI (redazione) – Le modifiche alla viabilità di Narni Scalo hanno solo peggiorato l’inquinamento e le piste ciclabili non serviranno a risolvere il problema. Ne è convinto Giacono Taddei di Tutti per Narni che replica all’assessore all’ambiente Alfonso Morelli dopo l’annuncio del piano per abbattere le polveri fini. “Sembra assurdo sperare come fa l'assessore – dice Taddei - che si possa rimediare a queste condizioni attraverso la realizzazione delle piste ciclabili.

Esse potrebbero consentire gli spostamenti degli abitanti dello Scalo limitatamente alla cittadina stessa, ma questi da un lato rappresentano una minima parte del totale e dall'altro nella maggior parte dei casi avvengono già, se non in bicicletta, a piedi. L’amministrazione parla di un piano più ampio ma non ne traccia pubblicamente le linee, affidandosi al sicuramente inefficace utilizzo delle piste ciclabili perché di fatto non ha né programmato, né messo in atto alcun tipo di intervento per ovviare e risolvere questi ed altri problemi, confermando l’inconsistenza della sua azione sul piano ambientale.

Di ciò – conclude Taddei - dovrà farsene carico ed assumersene le responsabilità nei confronti dei cittadini per la cui salute sembrerebbe non esserci la benché minima preoccupazione, quando invece dovrebbe essercene”.

 

NARNI (redazione) - L'Italia è il Paese dell'Unione europea che segna il record del numero di morti prematuri rispetto alla normale aspettativa di vita per l'inquinamento dell'aria. La stima arriva dal rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea): il Belpease nel 2012 ha registrato 84.400 decessi di questo tipo, su un totale di 491mila a livello Ue. Tre i 'killer' sotto accusa per questo triste primato.

Le micro polveri sottili (Pm2.5), il biossido di azoto (NO2) e l'ozono, quello nei bassi strati dell'atmosfera (O3), a cui lo studio attribuisce rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature in Italia. Il bilancio più grave se lo aggiudicano le micropolveri sottili, che provocano 403mila vittime nell'Ue a 28 e 432mila nel complesso dei 40 Paesi europei considerati dallo studio. L'impatto stimato dell'esposizione al biossido di azoto e all'ozono invece è di circa 72mila e 16mila vittime precoci nei 28 Paesi Ue e di 75mila e 17mila per 40 Paesi europei.

L'area più colpita in Italia dal problema delle micro polveri si conferma quella della Pianura Padana, con Brescia, Monza, Milano, ma anche Torino, che oltrepassano il limite fissato a livello Ue di una concentrazione media annua di 25 microgrammi per metro cubo d'aria, sfiorata invece da Venezia. Considerando poi la soglia ben più bassa raccomandata dall'Oms di 10 microgrammi per metro cubo, il quadro italiano peggiora sensibilmente, a partire da altre grandi città come Roma, Firenze, Napoli, Bologna, arrivando fino a Cagliari.(ANSA).

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