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STRONCONE (redazione) –  Un uomo di 77 anni di Stroncone è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale di Perugia dopo essere caduto da un ulivo che stava potando. L’incidente è accaduto mercoledì mattina 5 agosto nelle campagne viCino al centro storico, dove l’anziano stava lavorando in un terreno di sua proprietà. Secondo quanto si è appreso il 77enne avrebbe improvvisamente accusato un malore cadendo dalla scala dove stava operando.

Lo schianto in terra ha provocato la frattura della colonna vertebrale. Sul posto è intervenuta inizialmente un autoambulanza insieme ai vigili del fuoco e al Soccorso alpino. Viste le lesioni riportate dall'uomo i sanitari - coordinati dalla sala operativa del 118 - hanno quindi deciso il suo trasferimento all'ospedale di Perugia con l'elicottero atterrato all'aviosuperficie "Franco Tomassoni". I medici si sono riservasi la prognosi vista la gravità delle condizioni cliniche dell’uomo. 

TERNI (redazione) - "Lunedì 28 settembre la Giunta regionale approverà tutto il 'pacchetto' Province, come da impegni presi con il protocollo d'intesa stipulato con le amministrazioni interessate, le organizzazioni sindacali, Anci ed Upi": ad annunciarlo sono la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e l'assessore alle riforme Antonio Bartolini. Sottolineando che l'amministrazione manterrà così tutti gli impegni presi e i tempi previsti sulla riforma, sul trasferimento del personale e del patrimonio, così come individuato in sede di intesa.

"In queste settimane si sta svolgendo un lavoro tecnico e politico molto intenso e serrato com'è giusto che sia - affermano Marini e Bartolini - visto che è in ballo il futuro di centinaia di lavoratori, di famiglie e soprattutto dei servizi che debbono essere garantiti alla collettività. Abbiamo trovato le risorse necessarie e quindi non c'è nessun pericolo che il nostro impegno possa essere messo in discussione".

Il Protocollo d'intesa infatti prevedeva - spiega la Regione in una nota - che, entro il mese di settembre, la Giunta umbra provvedesse ad adottare un piano di riassetto organizzativo tenendo conto dell'assegnazione del personale delle province ed a reperire le ulteriori risorse necessarie, oltre quelle già stanziate nel bilancio regionale 2015, per il finanziamento dell'esercizio delle funzioni già conferite alla Province e riallocate in capo alla Regione.

"Sono stati attivati - hanno spiegato presidente e assessore - dei tavoli tecnici ed il protocollo d'intesa ha rappresentato il primo momento di condivisione di una serie di intese volte a governare il cambiamento voluto dalla Riforma nazionale e la costruzione di un nuovo assetto istituzionale ed organizzativo in grado di garantire la funzionalità degli enti, la loro sostenibilità finanziaria, la migliore qualità ed accessibilità dei servizi ed infine la piena valorizzazione dei lavoratori della pubblica amministrazione tenendo conto che l'obiettivo che ci siamo dati è quello di 'esuberi zero.

Successivamente saranno attivati altri protocolli d'intesa per ogni singolo oggetto del riordino e si inizierà il monitoraggio, con cadenza trimestrale, che dovrà verificare il percorso, al fine di garantire la completa riallocazione del personale e l'adeguato stanziamento delle risorse necessarie. Non è stato e non sarà un lavoro facile, soprattutto dal punto di vista economico visto l'impegno finanziario che la Regione ha dovuto mettere in campo in un momento difficile come l'attuale.

Ma riteniamo fuori luogo - concludono la presidente Marini e l'assessore Bartolini - le affermazioni, preoccupazioni ed indiscrezioni giornalistiche che sono circolate in questi giorni che mettono in dubbio la serietà e la certezza degli impegni assunti, perché la Giunta regionale attuerà la riforma secondo le modalità previste dai provvedimenti già assunti". (ANSA).

PERUGIA (redazione) – Ci mancava solo la immancabile guerra della burocrazia contro i giornalisti nella già difficile situazione delle Province. Come se non bastasse il rischio di perdere il posto di lavoro, l’amministrazione provinciale di Perugia ha pensato bene di chiudere l’ufficio stampa. Tecnicamente si tratta, come ha detto, anche se solo a voce, la Provincia, della sospensione della testata giornalistica Cittadino e Provincia, ma di fatto si tratta di molto di più.

La questione è finita in mano all’Assostampa Umbria e all’Ordine dei giornalisti che hanno subito preso posizione contro la decisione dell’amministrazione.  “ASU, GUS  e ODG dell’Umbria – sta scritto in un comunicato - ritengono inaccettabile,  perché pretestuosa e immotivata,  la  sospensione da parte della Provincia di Perugia della testata dell’Ente, attiva dal 1969”. I giornalisti contestano “la pervicace volontà di sospendere la testata. Ma perché proprio ora – si chiedono - nel momento in cui sono più che mai necessarie informazione e trasparenza? Tale decisione comporta  grave e immotivato nocumento ai giornalisti, che da anni operano per la Provincia di Perugia e  che si troverebbero in difficoltà anche in relazione ad eventuali casi di mobilità come previsto dal Decreto Madia. 

Inoltre la Provincia vedrebbe spegnersi, proprio in questo momento così difficile e complesso per l’ente e per i suoi dipendenti, una finestra informativa di grande importanza per la comunità tutta, per gli stessi dipendenti e  in relazione al rilevante servizio che l’ufficio stampa dell’Ente  sta svolgendo per i Comuni”. La preoccupazione è per la libertà di informazione e per la sorte dei giornalisti e delle giornaliste che operano nell’ufficio. La stessa redazione di Cittadino e Provincia ha preso posizione con un secondo comunicato nel quale contestano la scelta nel merito e nel metodo.

“E’ stata presa – dicono gli addetti stampa - senza averne ricevuto comunicazione formale e senza conoscere i motivi che hanno indotto l'editore ad assumere tale decisione”. L’ufficio stampa dichiara poi di entrare in stato di agitazione almeno fino a quando la situazione non verrà chiarita a seguito dell'incontro richiesto dagli organismi di categoria regionali dei giornalisti con l'amministrazione provinciale. “La decisione della redazione è stata assunta con grande rammarico, ma ritenuta indispensabile a difesa della propria professionalità”. Insomma, una bomba che in questo momento non ci voleva proprio.   

TERNI (redazione) - La tensione rimane alta, gli scioperi a Terni e Perugia per il 16 ottobre sono confermati. Sulle Province pende la scure del predissesto e degli esuberi, paure che non sono state fugate dagli incontri di martedì 6 ottobre con la Regione Umbria al tavolo regionale che si è svolto a Villa Umbra. Nonostante che la trattativa prosegua e che le organizzazioni sindacali abbiano condiviso la necessità di procedere speditamente almeno per le questioni che possono essere risolte a livello regionale, rimangono in piedi tutte le incertzze e così anche lo stato di agitazione degli oltre mille dipendenti delle due Province umbre.

"A partire da domani – ha annunciato martedì l'assessore Bartolini - si svolgerà tutta una serie di incontri per cercare di  chiudere i punti relativi al trasferimento del personale dalle Province a Regione, Agenzie e Sistema Sanitario. E' questo l'adempimento più urgente, visto che il Decreto Madia fissa al prossimo 31 ottobre il termine entro il quale occorre trasmettere al Ministero l'elenco nominativo del personale, con le relative funzioni, che si trasferisce".

L'assessore Bartolini ha illustrato i criteri della delibera di giunta regionale che indica anche i numeri necessari per l'individuazione del personale che si trasferirà in Regione. "Abbiamo confermato la volontà di mantenere un dialogo assolutamente costruttivo – ha sottolineato Bartolini – per individuare intanto le migliori condizioni possibili e per seguire fino in fondo anche a livello nazionale tutta la vicenda.

Abbiamo già sottoposto al Dipartimento della Funzione Pubblica le problematiche, economiche ed amministrative,  delle nostre due Province. Abbiamo concordato di chiudere al più presto sul trasferimento del personale a Regione, Agenzie e Sistema Sanitario e contemporaneamente aprire tavoli di confronto dedicati alla Polizia Provinciale, ai Centri per l'Impiego ed ai dirigenti. Abbiamo anche fatto presente alle Organizzazioni Sindacali che non c'è chiusura sui numeri e sui criteri, fermo restando però che non può essere superato il budget finanziario che abbiamo stabilito e che rappresenta un impegno economico molto rilevante per la Regione".

Dalla riunione odierna è uscito così il calendario dei prossimi giorni che prevede per domani, mercoledì, la riunione di un Tavolo tecnico e per giovedì una riunione politica alla quale parteciperà nuovamente l'assessore Bartolini, per esaminare la delibera della Giunta regionale. Lunedì prossimo 12 ottobre si svolgeranno le riunioni dei Tavoli tematici e martedì tornerà nuovamente a riunirsi il Tavolo generale che cercherà un accordo sull'atto di competenza della Regione Umbria. Ma adesso si comincia a parlare di nomi, con la speranza che non si parli anche di esuberi secchi, quelli cioè senza possibilità immediate di ricollocazione. Pericolo che non è affatto debellato.

TERNI (redazione) – Sono 235 i lavoratori delle Province che saranno sicuramente ricollocati fra Regione ed altri enti locali, ma per molti altri il futuro è ancora incerto. E’ quanto è emerso al termine dell’incontro di mercoledì 21 ottobre all’ex videocentro di Terni, culminato con la firma di un accordo sottoscritto per la Regione dalla presidente, Catiuscia Marini, dai presidenti delle province di Perugia, Nando Mismetti, e Terni Leopoldo Di Girolamo, nonché dalle rappresentanze sindacali. Presenti anche gli assessori regionali Antonio Bartolini e Giuseppe Chianella, il presidente dell'Anci Umbria, Francesco De Rebotti.

Di questo personale 195 unità saranno assorbite dall'amministrazione per le sue funzioni e 40 saranno collocate presso altri enti e agenzie regionali, incluse le aziende del servizio sanitario regionale. Il personale transiterà presso le nuove collocazioni a partire dal prossimo primo dicembre. Nel corso dell'incontro è stato altresì deciso un percorso di verifica e valutazione rispetto a quanto sarà definito a livello nazionale per ciò che riguarda il personale dei centri per l'impiego, della polizia provinciale e per il personale delle funzioni riconducibili a quelle fondamentali.

Tutti questi lavoratori dovranno aspettare un decreto del governo di cui non si sa nulla, né per quanto riguarda i tempi, né tanto meno i contenuti, ma vista l’impostazione che ha avuto finora il governo Renzi, sembra difficile pensare ad un nuovo finanziamento da parte dello stato. La patata bollente molto probabilmente tornerà di nuovo in mano alla Regione. Regione che intanto sottolinea un dato: “Si tratta – scrive una nota di Palazzo Donini - della prima intesa di questo tipo sottoscritta in ambito nazionale”. 

Le dichiarazioni di di Girolamo - Sono 77 al momento i dipendenti della Provincia di Terni ricompresi nel pacchetto di 235 con la Provincia di Perugia destinati ad essere riassorbiti  dalla Regione o da altri enti umbri nell’ambito della riforma delrio. Lo ha reso noto oggi il presidente della Provincia Leopoldo di Girolamo illustrando quanto stabilito nell’intesa firmata ieri da Regione, Province e sindacati.

“C’è poi un percorso di verifica e valutazione – ha aggiunto - di quanto emergerà a livello nazionale sul personale dei centri per l'impiego, della polizia provinciale e delle funzioni riconducibili a quelle fondamentali”. Il presidente ha anche ricordato che le due Province umbre sono tra le 7 in Italia per le quali la normativa nazionale, così com’è, non permette ancora la chiusura dei bilanci.

“Le correzioni chieste al governo, che riguardano l’utilizzo degli avanzi di amministrazione, non hanno incontrato pregiudiziali di contrarietà, attendiamo adesso però l’evoluzione della questione. Il lavoro che abbiamo fatto in Umbria – ha concluso il presidente – pur se non dà ancora piena risposta a tutte le vicissitudini esistenti, determina tuttavia una sostenibilità migliore rispetto   a quella di altre realtà in Italia. L’impegno delle istituzioni continua verso l’obiettivo di evitare il ricorso alla mobilità dei lavoratori”. 

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