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TERNI - Una persona arrestata, una segnalata e circa mezzo etto di cocaina sequestrato è il bilancio dell’attività svolta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. C.D. 21 enne, operaio, originario della Romania residente a Terni è stato arrestato ieri sera per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, essendo stato trovato in  possesso di 41 grammi di cocaina. Già da tempo i militari tenevano sotto osservazione i movimenti di C.D. che, soprattutto con l’approssimarsi del fine settimana, diventavano particolarmente frenetici. L’atteggiamento del rumeno, visibilmente nervoso ed agitato ha insospettito ulteriormente i militari che hanno deciso di sottoporlo ad una accurata perquisizione, estesa anche alla sua abitazione.  Così, nascosti all’interno di un armadio, i militari hanno rinvenuto un involucro contenente 41 grammi di cocaina ed un bilancino di precisione.  C.D. è stato quindi tratto in arresto e condotto presso la locale casa circondariale a disposizione della competente autorità giudiziaria. Nel corso della stessa attività i militari hanno anche segnalato un operaio 31 enne di Terni  che , controllato nelle vie del centro cittadino, è stato trovato in possesso di 4 grammi circa di cocaina.

TERNI – Arrestata scippatrice ternana. La donna, sabato pomeriggio (8 marzo) girava per la città in auto, con il suo complice. I due, probabilmente erano sicuri del fatto che potessero agire indisturbati, visto che le forze dell’ordine cittadine erano concentrate nella zona dello stadio per la partita della Ternana. Passando davanti alla stazione ferroviaria hanno individuato la loro vittima: una signora con una borsa al braccio, ferma in attesa.

Lo scippo - L’auto, guidata dalla donna, si è accostata al marciapiede e l’uomo è sceso, strappando con violenza la borsa e facendo cadere a terra la signora che ha cercato inutilmente di resistere. La macchina è ripartita a tutta velocità verso viale Fonderie ma alcuni testimoni hanno fatto in tempo a prendere parte della targa e hanno telefonato al 113.

L'arresto - Sono subito arrivate due pattuglie della squadra volante che dopo aver raccolto la testimonianza dei passanti si sono messi sulle tracce dei due. Grazie agli accertamenti in banca dati sulle varie combinazioni ottenute con i numeri di targa, gli agenti sono risaliti alla proprietaria dell’auto, una donna ternana di 32 anni residente poco distante dalla stazione. Ieri mattina (10 marzo) è stata condannata per direttissima a 8 mesi.

La refurtiva - La borsa della signora, una rumena di 40 anni residente a Terni, è stata recuperata, all’interno 300 euro e molti gioielli, la signora infatti, era in procinto di partire per il Nord Italia, per far visita a dei parenti e per paura che i ladri entrassero in casa durante la sua assenza, aveva portato via con sé i preziosi.  Accompagnata in ospedale, le sono state riscontrate contusioni multiple, le più gravi alla mano, ne avrà per 15 giorni.

Il complice - Il complice è ricercato su tutto il territorio nazionale, ma grazie alla descrizione fornita dai testimoni, è stato identificato, si tratta di un pugliese di 36 anni, pluripregiudicato, sorvegliato speciale della pubblica sicurezza.

(Chiara Rossi, Claudio Contessa, David Cleri) NARNI - Un dirigente del Comune di Narni è stato arrestato stamattina nell'ambito dell'inchiesta sul castello di San Girolamo. A finire in manette il dirigente all'urbanistica Antonio Zitti insieme a due ex tecnici della Curia di Terni, Luca Galletti e Paolo Zappelli accusati di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta e alla truffa Gli arresti, su richiesta del sostituto procuratore Elisabetta Massini e ordinanza del Gip Pierluigi Panariello, sono stati effettuati dalla squadra mobile di Terni e dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza che ha poi sequestrato il castello e posto i sigilli alla struttura.san girolamo

Monsignor Vecchi: "Non sono sorpreso" - Il primo a commentare l'accaduto è monsignor Ernesto Vecchi, vescovo e amministratore apostolico della diocesi di Terni: ''Devo dire che non lo sapevo, ma non sono troppo sorpreso, so che problemi ce ne sono stati. Era nell'aria - ha detto Vecchi - Sapevo che queste persone erano sotto il tiro della magistratura ed evidentemente le indagini sono arrivate a qualche conclusione''. Il vescovo, amministratore da febbraio e già ausiliare di Bologna, ha anche chiarito che le dimissioni dei tecnici erano state da lui accettate da tempo, da quando era emerso che erano indagati e che ''ora non fanno più parte dell'economato della curia. Ho provveduto a sostituirli. Non hanno più niente a che fare''. I problemi riguardano, ha precisato Vecchi, ''realtà precedenti''. ''Io so che devo rimediare a queste cose'', ha aggiunto.

Gli avvisi di garanziaNel marzo scorso sette avvisi di garanzia erano stati inviati dal pm Elisabetta Massini ad altrettante persone, tra cui i tre arrestati di oggi, proprio per la questione della vendita del castello di San Girolamo, avvenuta tra il 2010 e il 2011. Secondo la procura ci sarebbe stato un giro di società immobiliari riconducibili a imprenditori o personaggi che gravitano intorno alla Curia che avrebbero lucrato sui conti della diocesi con diverse operazioni immobiliari. Galletti e Zappelli si erano poi dimessi dal loro incarico.

NARNI - L’arresto di Antonio Zitti ha lasciato a bocca aperta l’intera città. Stamattina tra le vie del centro storico non si parlava d’altro. Ed anche in Comune tra lacrime, incredulità e “no comment” la tensione si tagliava con il coltello.

Il sindaco Francesco de Rebotti che quando arrivò l’avviso di garanzia al dirigente comunale l’aveva difeso a spada tratta professando l’onestà di Zitti, è rimasto davvero senza parole. Barricato nelle sue stanze, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. A fare da filtro il suo segretario che, sulla porta dell’ufficio del primo cittadino bloccava gli avventori anticipando che il sindaco non avrebbe parlato.

Incredulità e sgomento anche negli uffici del dipartimento di urbanistica, del quale Zitti è un dirigente stimato da tutti. Una dipendente in lacrime, tra le bocche cucite di tutti ha dichiarato: “Zitti è una brava persona, un lavoratore onesto, cosa sarà successo?”. Altri dipendenti davanti all’ufficio serrato del dirigente, scuotevano la testa, senza proferire parola. In Comune la voce dell’arresto si è sparsa presto e nessuno ha voluto parlare. Il silenzio si è abbattuto all’interno del palazzo comunale di solito pieno di gente e stamattina stranamente vuoto, compresi gli uffici.

Ovviamente anche gli assessori non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Il vice sindaco Mercuri, dopo una riunione con il sindaco, si è recato accompagnato dai vigili urbani sulla macchina con i lampeggianti accesi al castello di San Girolamo, dove erano stati messi i sigilli. Sopralluogo di routine e poi di nuovo in Comune dove, dalla stanza dei bottoni, si sta monitorando la situazione per capire l’evolversi della vicenda. In Comune e in giro per la piazza anche l’assessore ai lavori pubblici Gianni Giombolini trincerato dietro un “no comment” come gli altri amministratori.

Anche tra la gente lo sgomento ha fatto da padrone. Zitti è un uomo molto conosciuto a Narni. Persona timida e di poche parole è ben voluto dai cittadini che stamattina si chiedevano insistentemente cosa fosse successo. Gruppetti di persone in giro e nei bar non parlavano d’altro cercando di capire i contorni di una vicenda che ha colpito la città come un fulmine a ciel sereno.

Anche i politici narnesi hanno iniziato a commentare l’accaduto. Il capogruppo in consiglio del Pd Lorenzo Lucarelli, pochi minuti dopo aver appreso la notizia ha così commentato a caldo l’arresto: “Sono davvero sconcertato. Conoscendo l’onestà di Zitti ed il suo modo di lavorare posso dire che sono sbalordito per ciò che è accaduto. Ho vissuto anche la passata consigliatura e so come sono state condotte le operazioni relative alla vendita del castello. Credo nell’onestà del nostro dirigente  ed attendo chiarificazioni sulla vicenda”.

Parole di solidarietà anche dal capogruppo del Pdl Sergio Bruschini. “ Sono vicino – afferma - alla vicenda umana e personale di chi vive questo dramma. Conosco Zitti e fino a prova contraria non dubito della sua buona fede  ed onestà. Però voglio invitare la giunta  e la maggioranza ad ascoltare più attentamente e a valutare con maggiore considerazione ciò che la minoranza dice in consiglio pubblicamente e nelle commissioni. In questa vicenda (castello di S. Girolamo ndr), come purtroppo anche in altre, ha sempre invece snobbato le sollecitazioni, i rilievi politici ed amministrativi che come appunto come minoranza abbiamo avanzato, facendo spesso spallucce e votando acriticamente atti e o dispositivi che andrebbero invece valutati diversamente”.  

 

TERNI - Arrestato ternano 39enne che stanotte, in via Gramsci, armato di un paletto di ferro, ha preso a sprangate una delle vetrine di un ipermercato e non riuscendo ad infrangerla, in preda alla rabbia, ha dato fuoco con il suo accendino al contenuto di un cassonetto della raccolta differenziata della carta lì vicino. Percorrendo poi, sempre a piedi, Strada di Santa Maria Maddalena ha dato fuoco anche alla vegetazione, ma è stato fermato poco dopo da una pattuglia della squadra volante, intervenuta su richiesta dell’addetto alla vigilanza dell’ipermercato. L’uomo, pregiudicato e tossicodipendente, ha ammesso di essere l’autore dei reati. Era stato comunque ripreso dalle telecamere dell’impianto di videosorveglianza dell’ipermercato mentre colpiva con violenza la vetrina. E’ stato perciò arrestato e trattenuto nelle camere di sicurezza della questura. Questa mattina, in sede di udienza di convalida dell’arresto, il giudice del tribunale di Terni, Maurizio Santoloci, ha disposto la misura cautelare in carcere e ora l’uomo è detenuto nel carcere di Vocabolo Sabbione.

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