Economia
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TERNI - "L'area di crisi complessa va usata per creare sviluppo, è un punto di partenza e non un punto di arrivo, perché dà la possibilità di presentare progetti sapendo di avere la certezza delle risorse". Lo ha detto ieri mercoledì 9 novembre il ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, partecipando nella sede decentrata ternana di Arpa ad un incontro su due temi al centro dell'agenda economica locale, il recente riconoscimento dell'area di crisi complessa e il piano nazionale per l'Industria 4.0. In particolare secondo il ministro le risorse a disposizione "sono più che sufficienti, perché avendo tagliato molti degli incentivi a bando del ministero che funzionavano piuttosto male, ho concentrato le risorse - ha detto - sulla legge 181, sulla quale fa riferimento l'area di crisi complessa".

Per l'intero Paese, ha spiegato ancora Calenda, ci sono ad oggi a disposizione circa 250 milioni di euro, "ma sono disponibile a metterne anche di più" ha aggiunto. "Il tema però è far arrivare progetti concreti che in questo momento si devono presentare e il lavoro del territorio è molto importante" ha concluso. All'incontro di oggi hanno partecipato la presidente della Regione Catiuscia Marini, i presidenti di Confindustria Umbria e Terni , Ernesto Cesaretti e Giammarco Urbani e i sindaci di Terni e Narni, Leopoldo Di Girolamo e Francesco De Rebotti.

Chimica verde, riqualificazione energetica e manifattura intelligente, oltre ad ambiente e infrastrutture sono i settori di rilancio produttivo individuati dall’Area di crisi complessa illustrata all’Arpa. Ad aprire i lavori è stato il presidente della sezione di Terni di Confindustria Umbria, Giammarco Urbani, secondo il quale il provvedimento di riconoscimento "è punto fermo che dovrà servire alla ripartenza della grande industria, ma che sarà soprattutto il volano per le piccole e medie imprese esistenti e la nascita di nuove".

Quanto al piano nazionale per Industria 4.0 presentato dal Governo, sempre secondo Urbani, può "essere una straordinaria opportunità per il territorio".
"Ne condividiamo le finalità ed i contenuti - ha aggiunto - e siamo sicuri che riusciremo a fare del nostro territorio un esempio concreto di come si possa passare velocemente dalla "crisi complessa" allo sviluppo, mettendo responsabilmente a sistema le politiche pubbliche, i protagonismi industriali e le risorse locali".

"Il Piano nazionale di Industria 4.0 definisce una politica industriale, di cui c'era bisogno, centrata sui fattori anziché sui settori. La decisione di non scegliere più "chi", ma "cosa "promuovere ci trova pienamente d'accordo" ha aggiunto il presidente di Confindustria Umbria, Ernesto Cesaretti.
"Sono fiducioso - ha sottolineato - riguardo ai risultati che potremo raggiungere perché in Umbria esistono tutti i presupposti per fare un buon lavoro, all'interno di un quadro nazionale che finalmente ha elaborato una vera politica industriale. Questo clima di collaborazione sarà essenziale anche per cogliere le opportunità offerte dal riconoscimento di Terni come "area di crisi complessa". Confindustria, ha detto ancora Cesaretti, "ha già rilevato le progettualità industriali ed individuato le traiettorie di sviluppo, fra le quali rientra a pieno titolo proprio Industria 4.0". "La quarta rivoluzione industriale - ha concluso - assume quindi un significato ulteriore per Terni, perché oltre a rappresentare un strategia di crescita, è anche una via di uscita dalla crisi".

 

NARNI - L'industria 4.0 e i contenuti del programma dell’area di crisi complessa Terni-Narni saranno i temi al centro dell’incontro in programma sabato 4 febbraio alle 10 in sala consiliare. "Le opportunità per le imprese del territorio: Programmazione fondi comunitari, industria 4.0, area di crisi complessa Terni/Narni" è il titolo della giornata di lavori a cui parteciperanno il sindaco di Narni Francesco de Rebotti, il vice presidente della Regione con deleghe all’economia, Fabio Paparelli, il direttore generale di Sviluppumbria, Mauro Agostini e quello regionale alle attività produttive, lavoro, formazione e istruzione, Luigi Rossetti.

Sono quelli della siderurgia, della chimica verde e dell’agroalimentare gli assi su cui si impernia l’area di crisi complessa per la quale saranno individuati progetti innovativi ed ecosostenibili. Già partito il comitato istituzionale presieduto dal vice presidente della Regione Paparelli e composto dai sindaci o rappresentanti di Terni e Narni e degli altri comuni coinvolti (Acquasparta, Amelia, Arrone, Calvi dell'Umbria, Ferentillo, Giove, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Montefranco, Otricoli, Penna in Teverina, Polino, San Gemini, Stroncone, Avigliano Umbro).

AMELIA -  Il Partito democratico del Circolo Comunale di Amelia ha organizzato per sabato 18 febbraio, alle 15 alla Sala Conti Palladini di Amelia, l’iniziativa pubblica "Dall’ “area di crisi complessa” all’ “area di sviluppo complessa”. Si tratta di un dibattito per discutere insieme al sen. Gianluca Rossi, all’assessore regionale Fabio Paparelli, al direttore di Sviluppumbria Mauro Agostini, a Sandro Corradi e a Carlo Emanuele Trappolino di come il concetto di “Area di crisi complessa”, possa rappresentare un’importante opportunità per reagire alla crisi economica – industriale che attanaglia ormai da tempo Terni e la sua provincia, gettando le basi per far sì che un’area di crisi complessa – appunto – possa diventare un’“Area di sviluppo complessa” nel senso dell’ammodernamento e della ricerca scientifica.

"Il territorio Terni–Narni - dice una nota del Pd - rappresenta da sempre una vocazione per il manifatturiero che nell’economia complessiva pesa il doppio (circa il 40%) della media italiana (18,5%). I settori trainanti sono il metallurgico e il chimico, dove si individuano le industrie più grandi. Il terzo settore è l’agroalimentare con il 7,3% sull’economia complessiva. Tuttavia, la recessione a livello globale degli ultimi anni ha gravato fortemente sulla capacità produttiva dei piccoli e grandi sistemi industriali, non risparmiando di certo l’Umbria e in particolare il territorio Narni – Terni.

Nel tentativo di tamponare questa situazione, da sempre l’impegno della politica sia a livello locale, che nazionale, che europeo, è stato notevole, attraverso una serie di piani di intervento o decreti volti soprattutto all’ammodernamento dei sistemi, alla ristrutturazione dei siti e alla digitalizzazione delle tecniche produttive.

Il risultato forse più importante raggiunto finora, grazie all’impegno costante del Sen. Gianluca Rossi e della Regione Umbria, è il Decreto Ministeriale del 16 ottobre 2016 che annovera il territorio Terni – Narni tra le cosiddette “aree di crisi complessa”, ovvero quelle «aree che riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, non risolvibili con risorse e strumenti di sola competenza regionale».

Grazie a questo “importante riconoscimento” da parte del Governo, l’Umbria può riniziare a sperare in termini di riconversione e riqualificazione industriale, rilancio del manifatturiero non soltanto sul territorio, ma anche su scala nazionale e internazionale, miglioramento delle condizioni di lavoro, recupero ambientale e efficientamento energetico, innovazione in ambito tecnologico e digitale. Il Decreto guarda a tutti i settori, dal metallurgico, al chimico all’agroalimentare, offrendo quindi a tutti le stesse opportunità di ripresa e sviluppo.

In più c’è da ricordare che l’area di crisi complessa non copre solo le grandi città, ma si estende anche a ben 15 comuni più piccoli, tra i quali Amelia, estendendosi quindi a un intero sistema industriale territoriale.  Attenzione, però, non si tratta di un mero assistenzialismo di Stato, ma di veri e propri investimenti sul futuro della nostra regione, al fine di fare di un’area di crisi complessa, un’ “area di sviluppo complesso”, che sia non un punto di arrivo, bensì di partenza: deve essere uno stimolo alle imprese a ripensarsi e non ad aspettare che il pubblico risolva le crisi. Lo scopo dell’iniziativa diventa proprio quello di illustrare agli operatori del settore (produttori, piccole e medie imprese, operatori agricoli, turistici) quali saranno le opportunità da sviluppare sul territorio; quali gli strumenti finanziari; quali le sfide innovative a cui sono chiamati.

NARNI - Si svolge oggi, martedì 21 marzo, alle ore 10,30,  presso il Complesso San Domenico di Narni la riunione del Comitato Istituzionale all'Area di Crisi Complessa Terni e Narni. Nel corso dell'incontro, presieduto dal vicepresidente della Giunta regionale dell'Umbria, Fabio Paparelli, sarà presentato dai rappresentanti di Invitalia S.p.a. e del Ministero dello Sviluppo economico, il programma di rilancio dell'Area di Crisi Complessa oltre agli incentivi per lo sviluppo del territorio che entreranno a far parte dell'accordo programma così come stabilito dalla normativa nazionale. Si inziia quindi la fase operativa per quello che è il più importante programma di rilancio economico dopo l'esplosione della crisi. A disposizione ci sono molti milioni di euro legati soprattutto alle progettualità che arriveranno dal territorio e che dovranno essere finalizzati anche ad attività di crescita nei settori innovativi.  

AMELIA – L’area di crisi complessa deve coinvolgere in pieno anche le attività economiche amerine. Lo dice il gruppo consigliare di Vivere Amelia che ha presentato una mozione nella quale sostiene che “il Comune è doppiamente interessato dalla vicenda: in primo luogo, perché fa parte dell’area individuata beneficiaria degli strumenti finanziari che verranno messi a disposizione dall’area di crisi complessa; in secondo luogo, perché il decreto ministeriale riconosce il settore agroalimentare, per definizione il più significativo del tessuto produttivo di Amelia e dell’amerino, tra quelli che saranno interessati dal PRRI.

Il Gruppo Consiliare Vivere Amelia, attraverso una mozione che verrà discussa durante la seduta del 30 marzo prossimo, coglie l’occasione dell’avvio del percorso per sollecitare un pronunciamento del Consiglio Comunale di Amelia sul tema.

“Attraverso la mozione” dichiarano i consiglieri di minoranza “intendiamo impegnare il Sindaco e la Giunta a verificare innanzitutto le opportunità concrete per gli operatori economici di Amelia, secondo le peculiarità del tessuto economico e produttivo del territorio. Chiediamo che si coinvolgano in maniera ampia e condivisa i rappresentanti di piccole e medie imprese e gli altri soggetti sociali, al fine di cogliere i bisogni per il rilancio delle attività produttive riconducibili a quelle ricomprese nello spettro di azione dello strumento dell’area di crisi complessa.

E’ importante poi che siano rappresentate nella maniera più incisiva possibile presso il Comitato, in primo luogo, le istanze e le aspettative così raccolte e rielaborate; in secondo luogo, devono essere illustrate le possibili ragioni di attrattività del territorio amerino rispetto agli investimenti che verranno messi in campo, al fine di convogliare ad Amelia risorse da destinare alla riconversione di un settore strategico per il sistema economico locale.

Chiediamo infine all’Amministrazione di riferire periodicamente al Consiglio Comunale dell’avanzamento dei lavori del Comitato istituzionale e dell’evoluzione della vicenda e dei risultati complessivamente ottenuti secondo la strategia che, come auspichiamo, sarà condivisa dal Consiglio”.

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