Cultura e Spettacolo
Cultura e SPettacolo

TERNI – Dopo Foligno e Perugia, “Umbrialibri” arriva anche a Terni, dove sarà protagonista di un intero weekend all’insegna della letteratura, a partire da venerdì 13 ottobre fino a domenica 15. Umbrialibri è un importante rassegna letteraria che costituisce ormai un significativo punto di riferimento culturale a livello regionale e nazionale, poiché cerca di valorizzare l’editoria locale pur  mostrando uno sguardo attento su tutto il panorama letterario italiano.

Diversi gli appuntamenti in programma alla Biblioteca di Terni e al PalaSì che si susseguiranno nel corso delle giornate: presentazioni di libri, incontri e dibattiti di vario genere, capaci di fornire uno spaccato della produzione letteraria attuale, proponendo allo stesso tempo validi spunti di riflessione. È questo il caso dell’incontro che vedrà la partecipazione dello scrittore narnese Eugenio Raspi. Con il suo libro Inox, arrivato finalista al Premio Calvino 2016, Raspi ha raccontato il mondo delle Acciaierie di Terni, in cui egli stesso ha lavorato per molti anni.

La presentazione del suo romanzo, nelle librerie da qualche mese, è dunque l’occasione perfetta per analizzare la situazione che caratterizza oggi la principale industria ternana. Il tempo ha infatti mutato la fisionomia della fabbrica, che prima era un colosso della siderurgia e che strada facendo ha mostrato le sue crepe. All’incontro, mediato da Bendetta Centovalli, interverrà anche Alessandro Portelli, storico esperto di storia orale, che ha da poco pubblicato il libro “La città dell'acciaio. Due secoli di storia operaia”.

Nel suo lavoro, l’autore ricostruisce praticamente l’intero percorso dell’acciaieria, dalla nascita fino alle recenti crisi, mostrando come le sue evoluzioni abbiano influenzato fortemente la città, la sua cultura, la sua identità operaia e così via. Suggestioni presenti, allo stesso modo, nel romanzo di Raspi, che grazie a una voce narrante interna alla vicenda, conduce il lettore dentro gli stabilimenti, mettendolo direttamente in contatto con la fabbrica e le sue logiche.

Due libri, insomma, che seppur con stili e contenuti evidentemente differenti, scandagliano a fondo quello che è sempre stato il motore pulsante, non solo della vita economica, ma anche sociale e culturale della città. Il confronto tra i due autori, che inevitabilmente si muovono su prospettive diverse seppur paragonabili, costituisce un’occasione importante per approfondire un tema, quello della fabbrica, che si configura a pieno come uno degli elementi cardine dell’identità ternana.

Lorenzo Di Anselmo

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