Provincia / Sull'orlo del baratro: "siamo a rischio blocco"

Provincia / Sull'orlo del baratro: "siamo a rischio blocco"

Martedì, 17 Gennaio 2017 14:05 Written by 
in Cronaca
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TERNI – Se il maltempo continuerà e se arriveranno le nevicate, allora sarà davvero un problema gestire l’emergenza. La prospettiva, nel caso in cui questo si verificasse, potrebbe essere quella già verificatasi in altri territori in Italia e cioè la chiusura delle strade. Evento inedito per Terni ma tant’è. La Provincia, deputata a curarle, non ha infatti più personale sufficiente per gestire tutta la rete, non ha soldi né per comprare nuovi mezzi, né per mettere a posto quelli attuali. Appesi al cielo. E’ proprio il caso di dirlo, costretti a fare gli scongiuri e a sperare che non nevichi, perché una situazione anche meno grave di quella dell’Abruzzo, provocherebbe un disastro. Quella delle strade è solo la punta dell’iceberg di una situazione difficilissima che sta vivendo la Provincia di Terni, stretta fra difficoltà di bilancio, tagli nazionali, scarsezza di personale e di attrezzature. Il caso è riesploso, ma covava già sotto la cenere da un pezzo, martedì mattina, 17 gennaio, quando prima il presidente Lattanzi e poi la rsu hanno lanciato l’allarme sul rischio collasso.

“I tagli imposti in questi anni alle Province – ha detto Lattanzi - continuano a minare la loro capacità di fornire servizi. I 650 milioni in meno previsti poi per quest’anno rischiano seriamente di essere il colpo di grazia sui bilanci e di determinare il blocco totale dei servizi. Non essendo stato ancora assegnato il fondo indistinto di 970 milioni a disposizione di Regioni Province e Comuni – dice il presidente di Palazzo Bazzani – riteniamo che sia assolutamente necessario che questo fondo venga utilizzato per compensare il taglio e ribadiamo che l’azzeramento del contributo non è sufficiente a mettere in sicurezza i bilanci se non viene accompagnato da misure finanziarie e contabili specifiche che consentano agli enti di evitare il dissesto e la chiusura dei servizi”. Un’ora dopo la rsu ha incontrato i giornalisti e ha prospettato loro la situazione drammatica dell’ente. “Siamo – hanno detto i rappresentanti dei lavoratori - in forte sofferenza legata alle difficoltà finanziarie, operative, per la riduzione degli organici e per i mancati investimenti in attrezzature e dotazioni.

La situazione è tale da compromettere la tenuta dei servizi e lo svolgimento degli stessi in condizioni di sicurezza”. La rsu ha poi ricordato che in Umbria sono stati usati due pesi e due misure per le due Province. “Terni – ha denunciato la rappresentanza sindacale - ha dovuto dichiarare lo stato di pre dissesto per l’anno 2015, presentare un piano di riequilibrio ancora al vaglio della Corte dei Conti e non è stata in grado, diversamente dalla Provincia di Perugia, di approvare il bilancio per l’anno 2016”. Le speranze sono legate ad una revisione dopo il NO del referendum ed il mantenimento delle Province come enti di rango costituzionale. “La riforma delle Province avviata con la legge Delrio – osserva infatti il presidente Lattanzi - necessita di una revisione per via della bocciatura della proposta di riforma costituzionale. Con la vittoria del NO infatti le Province mantengono il ruolo di enti di area vasta con funzioni fondamentali su scuole, viabilità, trasporti e supporto ai Comuni.

Funzioni, tra l’altro, stabilite sia dalla Delrio che dalla legge regionale umbra n.10 del 2015. Per questo è fondamentale rivedere il complesso delle risorse da assegnare alle Province riformulando i fabbisogni rispetto ai compiti e alle funzioni assegnate”. E di seguito la rsu: “l’esito referendario ha restituito piena dignità alle Province quali enti previsti dalla Costituzione. Rinnoviamo l’appello affinché i responsabili politici, nazionali e regionali, di tale situazione tornino sulle scelte operate. Occorre rivedere la politica dei prelievi forzosi dalle casse provinciali e investire nelle Province al fine di garantire l’erogazione dei servizi legati alle funzioni fondamentali”. In mezzo ci sono i cittadini, i servizi alle scuole, la manutenzione delle strade, i controlli ambientali, la sorveglianza sulla caccia (pare che, a causa dei mancati controlli per carenza di personale, si siano moltiplicati i cacciatori abusivi), i Comuni che si aspettano il supporto della Provincia e i lavoratori. Tutte cose che dovrebbero avere, almeno sulla carta, una certa rilevanza.  

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