Ambiente
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NARNI – Gennaio-febbraio e novembre-dicembre sono i due bimestri più pericolosi per il pm 10 a Narni Scalo. Lo dicono i dati Arpa del 2015 relativi al monitoraggio costante degli inquinanti atmosferici su tutto il territorio comunale, con particolare riferimento a quelle zone statisticamente più inquinate e dove si registrano solitamente i più alti valori di polveri sottili. Di questi quattro mesi, gennaio e dicembre sono quelli che registrano più numerosi giorni di sforamento del pm 10 (limite a 50 mg/c), quelli cioè nei quali la centralina Arpa ha più volte evidenziato dati superiori a quelli consentiti dalla normativa. Fra i due mesi, nel 2015 dicembre è stato quello più bersagliato dove soltanto l’11 e il 26 dicembre il pm 10, pur rimanendo in una range superiore ai limiti è stato meno concentrato. Il resto, nello speciale grafico Arpa a scacchiera con tonalità di rosso diverse a seconda del livello di inquinamento, il colore rosso vivo è quello che più è apparso durante tutto il mese. Il fenomeno delle polveri sottili si è andato attenuando da marzo in poi, fino ai mesi estivi in cui la situazione è rimasta sotto controllo, secondo i dati Arpa. Poi, gradualmente, da settembre in poi, la crescita è ricominciata.

NARNI – Solo negli ultimi due anni a Narni Scalo la centralina ha registrato il superamento del limite dei 35 sforamenti giornalieri di Pm10 mentre i valori medi annui rimangono accettabili”. Lo dice l’assessore all’ambiente, Alfonso Morelli, replicando alle polemiche di Tutti per Narni sulla situazione dell’aria allo Scalo dove il volume di traffico è notoriamente elevatissimo ogni giorno. “Gli incrementi degli sforamenti – precisa Morelli - si sono verificati in tutta l'Umbria anche a causa di particolari condizioni climatiche caratterizzate da assenza di pioggia e venti”.

La nuova strada – Morelli ricorda poi che l’amministrazione ha nei suoi piani una nuova strada. “Abbiamo ben chiara – dice - la necessità di realizzare una bretella lato ferrovia per alleggerire il traffico su via Tuderte e per tale motivo stiamo valutando come reperire i fondi necessari. I  superamenti tuttavia – specifica - si concentrano nei mesi invernali quando si attivano gli impianti termici e i camini. Pertanto non è attribuibile solamente al traffico la presenza degli inquinanti”.

Oltre il pm10 – La qualità dell'aria, secondo l’assessore all’ambiente, non è solamente Pm10. Morelli sottolinea infatti anche che insieme ad Arpa si misurano anche altri inquinanti come ossidi di azoto, monossido di carbonio, ozono e Pm 2,5. “Abbiamo diversi studi di valutazione della qualità dell'aria, l'ultimo pubblicato nel 2016 – asserisce Morelli - che ci permettono di monitorare non solo l'andamento nel tempo della quantità e qualità degli inquinanti, ma anche la provenienza, vagliando il settore civile, quello industriale ed i trasporti. Proprio questo studio ci conferma come le centraline di monitoraggio della conca si muovono pressoché in maniera simile e che pertanto non possiamo che affrontare il problema in una logica di area vasta con il Comune di Terni con il quale abbiamo avviato un tavolo tecnico permanente per affrontare le problematiche ambientali che interessano la Conca e che proprio sulla qualità dell'aria ci incontreremo mercoledì 8 marzo”.

Morelli ricorda poi il progetto di posta ciclabile lungo il Nera fino a Terni, sempre in collaborazione con Palazzo Spada e che insieme all’amministrazione del capoluogo si sta partecipando al bando del ministero dell'ambiente per potenziare la mobilità alternativa. “Abbiamo presentato un progetto da oltre un milione e mezzo di euro per realizzare una centrale unica di mobilità – riferisce l’assessore - organizzare il trasporto casa-lavoro e casa-scuola, azioni di divulgazione e formazione, carsharing e bikesharing elettrico, sviluppo del carpooling. Ricordo infine che partecipiamo al tavolo istituzionale per la qualità dell'aria coordinato dalla Regione Umbria. Proprio nell'ultima seduta del 15 febbraio abbiamo discusso il prossimo documento regionale sulle politiche per il miglioramento della qualità dell'aria, ovvero misure e fondi destinanti all'efficientamento energetico civile ed industriale, ammodernamento flotte trasporto pubblico, mobilità elettrica, mobilità dolce”.

Tutto questo sta facendo il Comune i cui sforzi vanno obiettivamente riconosciuti anche se le domande di fondo rimangono senza risposta: quanto incide su un’area così ristretta e nella quale il traffico è altamente concentrato, l’inquinamento sulla salute? Qual è il rapporto fra conoscenza e monitoraggi del problema e risoluzione concreta delle questioni? Due domande alle quali non è facile dare risposte a breve e forse nemmeno da parte di un ente pubblico piccolo e con poche risorse come quello narnese. Magari però porre la questione con forza, e con dati anche epidemiologici, su un tavolo regionale potrebbe aiutare a trovare soluzioni e risorse per attuarle. 

 

NARNI - E' allarme rosso, anche se non è più una novità, per Narni Scalo dove l'inquinamento da pm 10 ha raggiunto livelli record battendo in media anche quelli precedenti. Secondo i dati resi noti da Arpa nel monitoraggio della centralina, le polveri sottili hanno superato allo Scalo tutti gli altri punti regionali controllati dall'agenzia per l'ambiente. Secondo queste rilevazioni dal primo gennaio ad oggi la media nelle 24 ore dei superamenti limite ha toccato 32, la più alta di tutta l'Umbria, superando anche la zona delle Grazie a Terni, anch'essa tristemente nota.

Ma non è tutto e non è il peggio, perché la situazione delle pm 2,5, cioè delle particelle ancora più piccole di polveri sottili, che fanno ancora più male per la loro maggiore capacità di penetrazione nell'organismo umano, è terza dietro alla consorella di Carrara a Terni, con 28 superamenti, e che è preceduta solo da Borgo Rivo, sempre Terni, con 33 superamenti. Il flusso delle macchine allo Scalo è nettamente aumentato nel corso degli ultimi tempi esasperando ancora di più una situazione già abbondantemente insostenibile, basta gettare lo sguardo lungo Via Tuderte nelle ore di punta per accorgersi del fiume ininterrotto di auto che divora lo Scalo.

Un problema che si ripercuote sulla salute e sulla qualità della vita ma che nessuno è stato ancora capace di risolvere. E' lampante che ormai il problema non è più soltanto locale ma investe aspetti che riguardano le responsabilità istituzionali provinciali e regionali. Occorre fare presto per non dover constatare poi l'irreversibilità della questione, soglia alla quale si è ormai fatalmente molto vicini.  

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